domenica 22 marzo 2015

with springs on my side

   E parafraso il titolo di una delle mie canzoni preferite, che poi con questo post non c'entra niente, seriamente, e menomale, perché "with god on our side" di Bob Dylan non è esattamente una canzoncina primaverile, no. Però la stavo sentendo adesso, perché io riesco a sentire persino Bob Dylan, alle sei di sera, prima di affrontare una montagna di pagine di chimica. E la mia battaglia contro la chimica è già persa in partenza, temo, questa volta.
Però è primavera.  Io non scrivo da un secolo eppure, di fotogrammi da raccontare, ne avrei.
C'è che faremo diciotto anni, quest'anno, io e i miei amici. E che sono andata a tante feste d'ogni tipo, e la mia preferita è stata, manco a dirlo, quella in cui io e alcune amiche ci siamo ritrovate a mangiare hamburger e patatine al Macdonald, senza discoteche, fiumi di alcool o chissà che cosa. E io al mio compleanno manco ci penso, eppure mia madre sembra tenerci così tanto, forse perché è più formale di me,  e credo che  organizzerò qualcosa, alla fine, ma a modo mio. Niente discoteche che per carità io sto male, ma una cena o, per soddisfare una mia fantasticheria molto vittoriana, un tè all'inglese, con tanti dolci. Perché sì, io sono fatta così, e quando leggevo Jane Eyre, alle medie, invidiavo alla protagonista il suo afternoon tea e quindi chissà, magari mi ritroverò a festeggiare il compleanno mangiando pasticcini con le mie amiche, che in qualche modo accetteranno la cosa o mi guarderanno male ma pazienza, capiranno, e se non lo fanno sono cavoli loro.
Però al mio compleanno manca tantissimo,  è solo che mia madre mi mette ansia.
Nel frattempo ci sono mille cose da scrivere, mille frammenti che vorrei imprimere qui. Ci sono i progetti per l'estate e quella che sarà la mia ultima vacanza studio in Inghilterra e, stavolta, con me verrà anche la mia migliore amica, quella conosciuta su internet e che non vedo da tre anni.  E sarà fantastico, perché lei lo è, già solo per il fatto di aver accettato di venire e, probabilmente, di condividere la stanza con quattro ragazze cieche. Non è da tutti, no, io persone come lei non ne conosco, non molte. E chissà come andrà, quest'ultima vacanza studio, chissà se l'inglese lo impareremo davvero o finiremo per sproloquiare in italiano su tutto, chissà se ne varrà la pena, di sognare e di fare progetti. E poi siamo in un college non lontano da Londra, immerse nella campagna inglese, che a me fa pensare, guarda un po', a Jane Eyre, o al giardino segreto.
Però io adesso, all'estate, non devo pensare. Ci sono i compiti in classe, c'è un'altra delle mie amiche, quella storica con cui ho fatto medie ed elementari, che grazie ai miei appunti di Filosofiaha preso 9, recuperando, così, il 3 della volta scorsa. E io sono orgogliosa perché lei se lo merita, diligente com'è, e può farcela, anche se la filosofia non è il suo forte, decisamente.
E c'è proprio il professore di filosofia, che parla e parla, e non sappiamo com'è che riesca a respirare, e durante gli intervalli divora banane su banane e io continuo a chiedermi se si trasformerà in una scimmia, prima o poi. Però quando spiega un po' m'incanto, e ha un modo di esprimersi che a me mette i brividi, perché sceglie le parole con una cura incredibile e, nonostante non sia il mio insegnante preferito, ha la mia ammirazione incondizionata soprattutto per quell'eloquio lì, e per il suo essere una persona estremamente fine.
E martedì durante il compito in classe di filosofia ho scritto febbrilmente, di nuovo, e ho lasciato il cuore in ogni parola, perché non la studierò mai, filosofia, ma è una materia umanistica e la amo già solo per questo, e mi piace maledettamente, infatti mi dispiacerà non poterla più studiare, che in Svizzera Lettere e Filosofia sono due facoltà distinte, motivo per cui non mi capiterà mai più di averci a che fare.
E poi c'è mio padre con cui litigo spesso, con cui mi scontro pur volendogli tutto il bene di questo mondo. Però quando parliamo di musica c'è una tregua, fra di noi, ed è bello. Perché giovedì, per la festa del papà, gli ho preso il nuovo disco di Bob Dylan ed era felice, e a Ottobre andiamo a vedere Crosby, Stills e Nash insieme, e io so già che mi commuoverò perché li vedrò lì, sul palco di un teatro milanese, e penserò alla loro esibizione a Woodstock, nel 1969. E chissà cosa prevarrà in me, quando attaccheranno "teach your children" - perché sì, devono suonarla, per me -, se la nostalgia per quegli anni '60 che idealizzo e che non ho mai vissuto, oppure la commozione per essere lì anche io,  e pazienza se sono all'Arcimboldi e non a Woodstock. Però ci sarà papà, lì, che nella musica ci crede, nonostante poi nella vita abbia fatto altro, e un po' si commuove perché ascolto gli stessi cantanti che sentiva lui alla mia età. Ed i miei compagni, quando menziono i miei gusti musicali, mi guardano straniti, perché il country rock mica è particolarmente alla moda, proprio com'erano attoniti gli amici del liceo di mio padre, tutti fan di musica con sonorità più graffianti, più elettriche. E quando c'è la musica la tensione fra me e papà si appiana, per miracolo, e ci ritroviamo a prendere in giro mia madre che non ha ancora capito che Phil Collins cantava nei Genesis e non nei Police e che reputa Bob Dylan una papera frastornata.

E c'è la primavera, con i suoi profumi, i suoi colori che pazienza se non vedo, il polline ovunque che mi procura un malessere intermittente. E la primavera la riempirò di cose, di giorni di studio frenetico e di notti passate con l'ansia del compito in classe imminente a divorare libri su libri, perché io combatto l'insonnia con la lettura,  e credo sia controproducente, ma pazienza.
E non vedo l'ora dell'estate perché ci sarà l'Inghilterra e perché potrò smettere di preoccuparmi per la matematica, la chimica, la scuola. Epperò io non sono mai stata così felice come in questi mesi di andarci, a scuola, di sedermi al mio banco e di ascoltare i professori delle materie che amo, prendendo appunti febbrili e lasciandomi incantare da qualsiasi cosa.
E quindi io questa primavera la voglio vivere così com'è, con i suoi pollini, le preoccupazioni che porta con sé, l'aria che va intiepidendosi e gli uccellini che già mi rompono le scatole alle sette del mattino la domenica, ma nonostante questo mi stanno tanto tanto simpatici. Sperando, chissà, di aggiornare un po' più spesso...

Minerva


9 commenti:

quelladella- Lola ha detto...

La campagna inglese è fantastica, l'ambiente è così delizioso... no, non serve per forza "sballarsi" in discoteca, il divertimento è stare con gli amici più veri e stare in mezzo alla natura è la cosa più bella. E sono sicura che ti divertirai comunque in Inghilterra, goditi il tuo tempo, l'inglese lo imparerai tra una risata e l'altra :-D La filosofia non sparirà mai dalla tua vita, se lo vuoi...

Un bacio bella Minerva :)

Euridice ha detto...

Il tuo post mi ha fatto sentire la primavera, nonostante oggi da me pioviggina e fa freddo e sembra novembre! Mi sono immaginata di passeggiare nella campagna inglese - che in realtà non ho mai visto dal vivo, la conosco solo dai romanzi! - in mezzo ai fiori e ai cinguettii degli uccellini.
La tua idea per la festa dei diciotto anni mi piace tantissimo, è delicata e di classe come te, e chi l'ha detto che le feste dei diciotto devono per forza finire a reggere la testa di un'amica ubriaca che vomita fuori dalla discoteca? Bisogna festeggiare con le persone cui vuoi bene, nel modo che senti più tuo.
Io per i miei diciotto anni avevo fatto un aperitivo al lago, in un luogo delizioso, e ricordo che era stata una festa molto carina e il buffet era bellissimo (penso fosse anche buono, ma io all'epoca non toccavo cibo quindi non posso dirlo con certezza), neanche io volevo festeggiare in discoteca, mi sembrava un festeggiamento troppo "freddo", perché in discoteca non si può chiacchierare.
In bocca al lupo per gli ultimi sforzi con la scuola, un bacio!

Moby Dick ha detto...

Mi trasmetti tanta positività,fai sembrare una cosa normale anche l'ansia per la scuola che mi sta divorando da un po' di settimane ..già mi sento meglio.
Ti prego scrivi più spesso :)

Ilaria* ha detto...

È bello leggerti così forte. Forte nell'affrontare la vita, orgogliosa di ciò che fai ed entusiasta nel futuro, in quei progetti pensati e desiderati.
Dai una positività è una vitalità immensa, quanto dovrei imparare da te Minerva!

Per il compleanno fai ciò che vuoi, ciò che ti appaga di più, realizza il tuo piccolo sogno... Gli amici ti seguiranno!
Credo che l'esperienza nel college sia fenomenale, sebbene non abbia mai avuto la possibilità di andarci... Poi la campagna inglese deve essere così tilassante...
Spero di leggerti presto, dai che scrivere fa bene!!
Un bacio,

Kiki ha detto...

Questo post è bellissimo, per il semplice fatto che dentro c'è un po' di te e della tua vita, i tuoi progetti per il futuro e le tue emozioni e tutto questo lo rende speciale!
Per i diciotto anni la tua idea mi sembra fantastica e sono d'accordo con te, per divertirsi non serve andare in discoteca a ubriacarsi, sono sicura che riuscirai a organizzare un bellissimo compleanno con le tue amiche :)
Per l'Inghilterra ti invidio tantissimo! Che bello, starai con la tua migliore amica e passerete insieme sei bei momenti, goditeli al massimo! Hai tante cose belle che ti aspettano e immagino la tua felicità per il concerto, la musica ha un potere immenso ed è bellissimo che tu e tuo padre andiate insieme al concerto e che vi capiate così bene! Ti capisco benissimo per la scuola e hai fatto un gesto bellissimo facendo recuperare il brutto voto alla tua amica, queste si che sono soddisfazioni! Sei fantastica cara Minerva :)
Un abbraccio forte forte, spero che aggiornerai presto! <3

Mareva ha detto...

Mi ricordi tantissimo la me 18enne. Per la musica ascoltata, per la Woodstock amata, per i concerti e per la voglia di essere "diversa". Sii ciò che vuoi essere, non ciò che vogliono gli altri.

Stella Paola ha detto...

I diciotto anni sono tutto e niente.
Però festeggiali, credo sarà bello poterti ricordare di una giornata un po' più particolare del solito. E non servono discoteche, alcolici e chissà cosa. L'idea del tea all'inglese mi sembra davvero carina, e se proprio non lo facessi nel pomeriggio potresti intavolare una bella festa serale con questo tema. Così da fare felice te e la mamma ^.^

Hai tutta la vita per studiare, leggere, incontrare e fare tutto quello che desideri. Non affrettarti a correre, goditi tutti i tuoi respiri ^.^
Un abbraccio

Rachele ha detto...

Senti, un compleanno festeggiato ad ingozzarmi di pasticcini e dolcetti credo che sarebbe il migliore di tutta la mia vita! Senza freni inibitori però, senò non vale! :)

Patalice ha detto...

quand'ero una diciottenne, mi sfondavo di cheeseburger e patatine, ballavo fino ad essere esausta, e facevo mille foto, anche se i cellulari ne facevano di orripilanti...
niente sballamenti