domenica 31 gennaio 2010

spleen

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l'horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l'Espérance, comme une chauve-souris,
S'en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D'une vaste prison imite les barreaux,
Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrément.

- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l'Espoir,
Vaincu, pleure, et l'Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

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Versione tradotta

Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni, e versa, abbracciando l'intero giro dell'orizzonte,
un giorno nero più triste della notte;

quando la terra è trasformata in umida prigione dove la Speranza, come un pipistrello, va sbattendo contro i muri la sua timida ala e picchiando la testa
sui soffitti marci;

quando la pioggia, distendendo le sue immense strisce, imita le sbarre d'un grande carcere, e un popolo muto d'infami ragni tende le sue reti in fondo
ai nostri cervelli, improvvisamente delle campane sbattono con furia e lanciano verso il cielo un urlo orrendo, simili a spiriti vaganti e senza patria,
che si mettono a gemere ostinatamente.

- E lunghi trasporti funebri, senza tamburi né bande, sfilano lentamente nella mia anima; vinta, la Speranza piange; e l'atroce Angoscia, dispotica, pianta
sul mio cranio chinato il suo nero vessillo.
(Charles Baudelaire)
baudelaire è il mio poeta preferito, per quel suo stile mezzzo malincnico e mezzo tormentato. già, il tormento, o il tedio, che in francese è detto Spleen. ed il tedio, lo si può spiegare in tanti modi: noia, attesa, tormento. E la noia è quella di una domenica grigiastra di fine gennaio, di un pranzo fra parenti in cui la noia ha il sopravento (non ho mai capito se con una o con due v, il dizionario mi da giuste tutte e due le varianti). già, ed i vostri blog sono una delle poche cose divertenti, allegre o comunque anti noia che mi siano capitate. ed oggi guarda caso spulciando nel mio diario ho trovato questa poesia in francese, affiancata dalla sua traduzione originale.
vi lascio con una canzone che potrete ascoltare cliccando sul titolo del post, una canzone che è veramente stupenda.
un bacione

minerva

sabato 30 gennaio 2010

ci mancava pure questa

uomini e donne coi novantenni. non riesco a commentare, è osceno. è orribile, disgustoso e scontato. non tanto perché gli anziani non siano in grado di bucare gli schermi, ma come idea in sé. io non l'ho visto e non intendo vederlo tanto presto, ma mi pare un po' patetica come cosa. signore novantenni, munite di tacchi altissimi ed i vestiti firmati, con magari sotto anche il pannolone. io trovo ammirevole il fatto che questi anziani abbiano ancora la voglia e l'energia di mettersi in gioco, ma la televisione li ha deformati. un poveruomo non riesce nemmeno a camminare, le donne probabilmente hanno dentiera e chiome tinte e ritinte. io odio la Defilippi, la odio, chiaro? e non parlatemene bene, perché io non la sopporto. amici mi piace, è una trasmissione abbastanza intelligente ed una volta ogni quattro mesi è anche possibile che io la guardi. ma uomini e donne e c'è posta per te sono due programmi che reputo al limite della demenza, perché sono fatti per strappare lacrime e per appiccicare milioni di casalinghe allo schermo... nulla contro le casalinghe, anzi.
ma è veramente insulso, questo programma. ed io non lo voglio vedere, non ho voglia di sentir parlare la Defilippi con quella sua voce leggermente roca...
ed adesso chiudo il delirio qui, che è meglio.
bacio
minerva

venerdì 29 gennaio 2010

nomi

già, i nomi. i nomi per me sono una cosa importantissima, fondamentale. contano più dell'aspetto fisico, della religione o della razza. le uniche due cose che contano più del nome sono la voce e il modo in cui parla, non ci posso fare niente, sono un po' paranoica. il nome non è il fattore con cui giudico le persone, ma l'ambiente da cui provengono, la loro "storia", ed il significato del nome è un indicazione fondamentale per giudicare una persona, non è sempre l'unico criterio azzeccato, ma secondo me è una cosa che è importantissima, più del segno zodiacale e dell'ascendente a parte la data di nascita è l'unica cosa che non puoi cambiare.
non è vero, lo so, i nomi si possono cambiare, ma un nome è una cosa che ti rimane appiccicata addosso, anche se la storpi e la deformi anchio uso i soprannomi, ma solo con nomi molto lunghi. i miei contatti dell'e-mail li ho registrati chiamandoli per nome, non uso i soprannomi che si danno, non perché li ritengo brutti, ma perché io nella mente li chiamo così, come chiamo i prof, uso i loro nomi nella mia testa, perché è una cosa inconscia, che mi fa star bene.
nella nostra scuola c'è un Kewin ed un Donowan, non so chi siano, me lo ha detto il prof di italiano. i loro genitori, convinti di scriverli all'americana, li hanno scritti con la w, senza sapere che si scrivono con la v normale.
E tanto per parlare di nomi, io adoro il nome Lucrezia, se avessi una figlia femmina la chiamerei così. per il maschio non lo so, onestamente: Stefano è grazioso, Alberto anche, ma non so come chiamerei un figlio se fosse maschio.
qual è il vostro nome preferito?
un bacio
minerva

mercoledì 27 gennaio 2010

mille splendidi soli

luglio 2008
ero una bambina bionda e curiosa, soprattutto circa i libri. leggevo di tutto, da Camilleri a Dikkens, una creaturina divoratrice di libri, in procinto di iniziare le medie. scarico in audiolibro il cacciatore di aquiloni, convinta di leggere la nuova divina commedia del duemila, perché visto il polverone che questo romanzo aveva sollevato ero incuriosita. inizio a tuffarmi in questo romanzo, che mi ispira molto fin dalle prime pagine. l'infanzia di due ragazzini, penso che non sia un libro pesante. poi arriva la prima rissa con violenza, e tutta la storia dell'Afganistan. figuratevi una che faticava a capire cosa sia la rivoluzione francese, l'Afganistan per me era ignoto. il mio interesse inizia a scemare, una bambina di dieci anni e mezzo cosa può capire dei talebani e della guerra? poi, il ritorno in Afganistan del protagonista, l'inizio della ricerca del bimbo da ritrovare (sono vaga, per chi non l'ha letto) e tutta la storia dei talebani inizia a interessarmi, un po' macabra lo sono sempre stata. alla fine, mi ritrovo incollata alle ultime pagine del libro, seriamente interessata.
gennaio 2010
dopo un po' di esitazione, scarico mille splendidi soli, incuriosita dal nuovo polverone che il romanzo ha riscosso. e devo dire, che come per il cacciatore di aquiloni, il romanzo ha avuto picchi di interesse sconfinato a vuoti di noia totale.
Descrizione
A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua "kolba" di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l'arrivo
del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta
nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una "harami", una bastarda,
e sarebbe un'umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile,
le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L'unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione,
nell'aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile
piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei;
il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero
essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall'intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese
in cerca di pace, dove l'amicizia e l'amore sembrano ancora l'unica salvezza.
un bel romanzo, tutto sommato. una scrittura affascinante, ricca di termini arabi e cenni storici che a me sembrano accurati.
due personaggi stupendi, Mariam, torva e silenziosa, e Layla, positiva e socevole, dotata di una bellezza sorprendente e di uno spirito gioioso notevole.
adesso sono in astinenza librofila... consigli accettasi!!!
un bacio
minerva

martedì 26 gennaio 2010

help!!!

ho bisogno di un aiuto urgente: io volevo fare il lavoro di italiano su via col vento, che ho letto in queste vacanze. il problema è che l'ho letto in formato audio, e che è scomodo trascrivere intere parti del romanzo ascoltandole, si rischia di tralascire delle parti: qualcuno ha via col vento in formato pdf o conosce siti in cui potrei trovarlo? aspetto risposta ugrente.
comunque, aesso riempio la mia pagina di diario quotidiana. scrivo oggi mezzogiorno perché nel pomeriggio il tempo scarseggia...
sono giornate in cui questo brutto cielo grigio non vomita alcuna stilla d'acqua piovana, il che è deprimente, visto che l'aria si riempie di strambe polveri fini che ti otturano naso, gola e orecchie. quindi sono in preda alla danza della pioggia e quindi sto bramando ardentemente un po' d'acqua che scende, se qualcuno si unisse a me nell'invocare qualche sana gocciolina ristoratrice è il benvenuto.
oggi devo andare ad una cena fra parenti in onore del compleanno dei cuginetti, il che di per sé sarebbe innoquo, se solo non fossi costretta a portare capi d'abbigliamento poco consoni alla mia grazia pachidermica.
ho quasi terminato mille splendidi soli, non mi sta entusiasmando più di tanto, era meglio il cacciatore di aquiloni. fra poco arriveranno i giudizi, e la cosa non mi va a genio: la mia media, soprattutto in francese, è calata e la mia concentrazione va scemando. ho sempre fatto troppo affidamento sull'ascolto orale, seguo sempre le lezioni con molta attenzione, ma per le materie linguistiche questo non basta per niente.
poi, devo fare una piccola pubblicità: lei è una mia coetanea, che ha un blog molto carino e che mi ha chiesto di pubblicizzarla: il suo blog è pimpiworld.blogspot.com. per favore, fatemi sapere se avete idea di dove trovare via col vento in pdf, doc, txt, qualunque formato!!!!

lunedì 25 gennaio 2010

non so come intitolare questo post: è una pagina di diarietto qualsiasi, in cui annoto il bollettino meteo, i voti presi e le cose fatte. è che non ho nulla da raccontare, eppure c'è l'impellente bisogno di mettere giù qualche riga ed immortalare anche questa giornata ordinaria di scuola media. iniziamo da una piccola cosa che ho letto ieri sera, e che mi ha fatta scompisciare dal ridere. su messenger ho visto che una mia compagna aveva messo come messaggio personale questa frase, che ovviamente ha partorito lei stessa, se l'avesse presa da Moccia l'avrei pure giustificata: Zombie ti voglio (chi è questo Zombie è tutt'ora un mistero), vorrei perdermi in te come il sole si perde in un intenso tramonto. mio dio, non per essere pignola, ma il sole si perde nel tramonto? non mi pare, correggetemi se sbaglio, ma a me sembra che il sole non si perda nel tramonto, magari gli occhi di qualcuno si perdono in un intenso tramonto, oppure il tramonto si perde fra le acque cristalline del mare. io a questa mia compagna non ho detto nulla, ma ogni volta che menzionava messenger per poco non ridevo come una scema, pensando alla sua carognata lessicale. poi una parte del post va dedicata al mio prof di italiano, che per me è un insegnante che reputo veramente bravo. non tanto per le sue conoscenze, ma tanto per quel carattere che mi strappa un sorriso da che lo conosco. non è bello, anzi: è un uomo gracile, senza la minima traccia di bellezza. Ma è un prof eccezionale, perché è sempre riuscito a farmi ridere, l'inflessione che ha nella voce quando cita Dante ce l'ha solo quando parla del suo bimbo, che ho già citato in un altro post di metà ottobre. e poi c'è la sua imbranataggine che mi ha sempre intenerita, soprattutto con l'informatica e la sua sbadataggine che non è dettata dalla minima forma di stupidità, è semplicemente una personcina distratta e come si definisce lui stesso con la testa fra le nuvole. è bello quando decanta l'origine di una parola, di un detto oppure di un personaggio mitologico, quando parla con quella sua dolce riverenza di poeti come Pascoli, Manzoni o Baudelaire, o di Dante, che ho già citato sopra, ma dimenticavo che lo chiama sempre il sommo poeta. eppure, diventa lucido ed brillante quando cita con fare ironico e sagace le eresie che spara la gente a proposito della lingua italiana, quando parla con ferocia dei ticinesismi, ai quali dedicherò un altro post, lungo e piuttosto dettagliato. oppure quando, nei temi ci sostituisce un aggettivo con un altro più fine, appropriato, delicato oppure più crudo, a seconda dei casi. ed è bello fare quattro chiacchere con lui, quando aspetto che la mamma mi venga a prendere a scuola, quando discutiamo dei libri che amiamo o di qualche scrittore, per lo più pungente ed ironico. è da lui che ho imparato ad adorare Benni, che resta sempre uno scrittore che amo alla follia, probabilmente il mio preferito. oppure, quando prendiamo in giro Moccia, o quando gli racconto le gaffe di docenti e compagni a proposito della mia cecità. eppure, di figuracce a questo proposito ne fa in abbondanza: la migliore è quando una volta mi fece coniugare il verbo vedere, si scusò mille volte e fece il mea culpa in latino. ho sempre amato la lingua italiana, ma questa passione è accentuata da questo insegnante, che è riuscito a strapparmi sorrisi, a inculcarmi nozioni di molte materie strambe quali la patafisica (la scienza delle eccezioni). è una persona stramba, sui generis si autodefinisce.

ma adesso basta parlare di lui, perché se no ve lo rendo odioso.
il lunedì pomeriggio abbiamo italiano, tedesco e francese. tre materie linguistiche, tre su tre ovviamente. ma la cosa migliore di oggi è stata l'8,5 preso a tedesco, e proprio non immaginavo di averlo preso. ora devo andare, le correzioni del compito di francese mi attendono, che gioia!!!
bacio
minerva
p.s: oggi la linko una canzone, potete ascoltarla cliccando sul titolo del post.

domenica 24 gennaio 2010

fan

si può essere fan di un blogger? beh, io lo sono. lei è fantastica, mi piace il modo in cui scrive, come parla della scuola in cui insegna e quel carattere da un lato ironico e brillante e dall'altro cinico e realista. è una blogger professoressa di lettere, che come scrive lie scrivono poche: ^ una di quelle blogger che quando passi da lei ti vien non dico il buon umore, ma una voglia irrefrenabile di leggere i suoi post fantastici, ma il mio pc scrauso non mi fa commentare sul suo blog... mi piacerebbe tanto che avesse l'indirizzo del mio blog, leggesse le mie parole, perché fra i tanti blog che leggo questo è tra i miei preferiti... perché è speciale, parla di una scuola, però dal punto di vista di una prof giovane, che cerca di diventrae mamma e simili.
vi dò il suo indirizzo: auleitempesta.blogspot.com. non potete non leggerla!!!
e se qualcuno potesse darle in un commento il mio indirizzo gli sarei grato...
un bacione
minerva
p.s: la recensione letteraria arriva domani, in ritardo, mi spiace

sabato 23 gennaio 2010

canzoni

io adoro la musica, ma non quella che tecnicamente dovrebbe adorare un adolescente, impazzisco per le canzoni di baglioni, venditti e de andré. mentre altri cantanti moderni, non mi dicono niente, li ho ascoltati, ma non mi riescono a trasmettere nulla. poi io la musica straniera non riesco ad ascoltarla, perché non riesco a capirla, sono analfabeta in fatto d'inglese. E quindi, mi riduco ai soliti tre o quattro nomi di cantanti, quando mi chiedono che musica ascolto. e poi, adesso non si offenda nessuno per carità, quando mi fanno ascoltare le canzoni di Vasco (fatta eccezione per Albachiara s'intende) mi viene il latte alle ginocchia, non perché non sia bravo, semplicemente, non riesce a farmi provare quel brivido che solo la musica e i libri sanno donare. oppure, caso ancora peggiore, i gruppi che vanno di moda: i Finley, i Sonora o simili. angoscianti, direi. ogni volta che li ascolto mi sento mancare... oppure, il caro Gigi d'Alessio che mi nausea veramente tanto, e non è perché i napoletani non mi piacciono, anzi, adoro il loro dialetto, il loro accento e la loro cucina. ma d'Alessio fra i cantanti italiani è quello che odio in assoluto. Ligabue e Jovanotti non mi riescono a dire niente, a parte una o due canzoni orecchiabili, che canti così fra te e te quando ti vesti o simili. ed ecco il mio sondaggione: consigli su canzoni italiane oppure su cantanti sempre italiani non troppo rappati con un testo sensato ed una bella melodia? vi prego, aiuto!!! Va bene qualsiasi epoca, anche gli anni 60/70, anzi, quegli anni sono fra i più graditi dalla sottoscritta. è un post breve, ma che contiene un sondaggio.
ed allora, adesso devo linkare una canzone a cui tengo ed anche tanto, e quindi, se cliccate sul titolo, la ascoltate e mi dite se vi è piaciuta mi fate un favorissimo.
un bacio
minerva

giovedì 21 gennaio 2010

tre metri sotto terra

avviso: teenager fan di moccia, per cortesia, domando pietà. non mettetemi al rogo, non impiccatemi, non crocefiggetemi, che mi fareste un gran favore.
io odio federico moccia. lo odio, perché è insulso, banale, patetico. non sto giudicando i libri di moccia senza prima averli letti, sia ben chiaro. Moccia, per gli amici Moccolo o più semplicemente er Caccola (questa non è mia purtroppo), ha scritto tre insiemi di pagine, che non voglio definire romanzi perché mi si stringe lo stomaco a farlo. i libercoli di Moccia fanno sembrare le adolescenti delle ochette firmate che si mettono con dei teppisti dichiarandoli il loro primo amore, delle matte che si mettono con tipi più anziani di loro di un quarto di secolo. mi dispiace, credo che non siano tutti così. Ed allora ti parlo in maniera intima e confidenziale, caro Fede, visto che ti piacciono i soprannomi affettati ed inutili. sinceramente, Fede caro, ti dò un consiglio da amicona, fammi questo piacere, prenditi un insegnante di grammatica, anche solo mediocre, che ti spieghi l'uso della punteggiatura e dei congiuntivi, per piacere. E poi Fede, in tutta sincerità, e ti parlo ancora da amicona, hai letteralmente rotto con le tue storie d'amore, tutte uguali poi: la ragazza incontra il ragazzo sempre in un incidente o simili, inizialmente si odiano, poi si innamorano, si lasciano e poi... E poi, il finale è prevedibile: un bacio, la scena finisce in rosa, con la scritta "the end" da film anni cinquanta, non so se mi spiego. Allora, adesso le teenager mi si scagliano contro, mi fanno a brandelli e mi dicono che sono una pazza insensibile maledettamente racchia, perché non capisco la sensibilità di Moccia. Adesso, lo ripeto per l'ultima volta, è un post ironico, ironico, capito? e non mi scagliate addosso tre metri sotto terra, scusa ma ti chiamo orrore o scusa ma ti voglio accoppare (sposare in realtà). per carità, e non ditemi nemmeno che rispetta gli stereotipi dei ragazzi di oggi, perché dubito che tutti spacchino le macchine e le ragazze abbiano solo nell'anticamera del cervello dolce&gabbiana. E poi, ultimo appunto, per favore, cambia modo di scrivere, senza cioè, tipo, nel senso anche nella narrazione, le tue descrizioni parlano solo della marca dei vestiti che indossano, e i tuoi libri sono pieni di citazioni d'altri più grandi di te.
Adesso allego al post una canzone che penso di aver già linkato, solo che continuo a cantarla, che volete farci, nonostante tutto sono romantica.
un bacio, adesso mi tocca correggere il post
minerva

lunedì 18 gennaio 2010

mediocre

7 a francese. se poco fa ero arcicontenta per il voto di storia, adesso sto male.
male perché ho frainteso quello che dovevo studiare, male perché mi sento una mediocre, una che studia solo per il 7 e se ne strafrega per la sua materia, che mi piace, ma che lei me l'ha sempre resa insopportabile. perché il francese a me è piaciuto, fino a quando non arrivò lei. lei con i suoi toni forti, le parolacce, gli insulti e le sue maniere da generale austriaco, e mi rovinò il piacere che ho sempre provato quando ascoltavo il francese e quando lo studiavo alle elementari. è una lingua abbastanza difficile, ma beh, non impossibile direi. Ma ^mi spiace. perché avevo studiato, ed anche tanto. e la delusione, di me stessa è forte. le altre volte che prendevo un non così bel voto piangevo, e davanti alla prof ho pianto alcune volte, o almeno sono stata in procinto di piangere: perché sono orgogliosa, tutto qua. ma stavolta non ho pianto, ero solo abbattuta.
ora devo farmi coraggio, ci sono altre 2 verifiche.
e la media resta sempre quella dell'8+, ma è abbacchiante vederla scendere.
ed adesso vado, sennò mi deprimo.
cMinerva

comiche in classe

domenica 17 gennaio 2010

jane eyre (charlotte bronte)

proprio un anno fa ho finito jane eyre, uno dei classici della letteratura inglese.
me ne innamorai subito, dalla prima pagina fino all'ultima.
è la storia di una giovane orfana, costretta a vivere con la zia, che poi viene mandata in una misera pensioncina di carità. dopo aver finito la scuola, diventa istitutrice privata di una bimba francese, e si innamora perdutamente del padrone di casa, che anche se non è di aspetto gradevole è una persona intelligente e ben istruita. ma i due sono ad un passo dal matrimonio, quando si scopre che la moglie del padrone è ancora viva, chiusa nelle soffitte della villa ed in preda alla pazzia.
quindi, jane fugge spaventata, eppure, quando ritorna dal suo amato, scopre la villa incendiata: la moglie, in preda ad una risi, ha dato a fuoco la villa.
Jane scopre che il suo quasi-sposo è sopravvissuto, completamente cieco e con una mano fuori uso. ovviamente il finale è prevedibile, ma è veramente un bel libro. la trama non è una cosa strepitosa, però le descrizioni, i personaggi, lo stile delicato eppure intenso della scrittrice. questo libro lo consiglio a chi ama i classici e a chi è romantico... io non sono una che ama molto i lieti fini, molte volte non li tollero nemmeno, ma in questo caso il buon esito del romanzo è ammesso perché si tratta di un finale positivo, ma comunque non patetico.
ed adesso, sono in astinenza librofila.
consigliatemi qualche titolo, di tutto, basta che non sia un romanzo rosa, i romanzi d'amore vanno bene, ma non rosa!
bacio
minerva

venerdì 15 gennaio 2010

soddisfatta

10 a storia. nient'altro da dire, una soddisfazione che definirei molto grande. perché a me storia piace, forse, perché mi è stato già detto molte volte, io vivo ai tempi dell'età della pietra.
la mia verifica era perfetta, me lo ha detto il prof. ed io sono una secchiona, lo sono sempre stata ed intendo rimanere tale per un po'. certo, l'essere secchiona porta anche degli svantaggi, quali le prese in giro e simili. però a me studiare (le materie che amo intendo) piace molto, e soprattutto, in classe sono attenta, non mi distraggo facilmente, e ascoltare un docente quando parla, non dico che sia il massimo della vita, ma mi è sempre riuscito.
ed andare bene a scuola per me è sempre stato una questione di orgoglio e posso dire che fino ad adesso le delusioni sono state vissute male, come l'insufficienza a francese, che dedica un post a parte.
Domani, visto che siamo tutti un po' influenzati, andiamo 2 giorni al mare, così l'aria buona sblocca i polmoni.
penso che avrò connessione, quindi potrò aggiornare.
un bacio
minerva

giovedì 14 gennaio 2010

dolore

volevo scrivere altro, non volevo questo. Non lo volevo, cavolo. non volevo scrivere qua, che sto con le lacrime agli occhi perché beh, anche se non credo francamente che oggi leggerai il mio blog, e nemmeno nei prossimi giorni, se passi di qua sappi che beh, non trovo le parole adatte per dirti quanto ti sono vicina, a te ed agli altri. lo so. lo so che adesso, la vita ti sembrerà un autentica schifezza, ipocrita, e non ti parrà che ci sia uno spiraglio, una speranza. ma sappi, che una speranza c'è sempre. sempre, capito? anche solo in una giornata serena, anche solo in una telefonata, in una tazza di cioccolata con un amica o simili.
mi si inceppano le parole sul portatile, piango anchio, perché mi sembra tutto un baratro sconfinato, perché ne tu ne lei ve lo meritavate. non dovrei scrivere questo post, dopotutto, non è affar mio.
non lo è, non lo è mai stato e mai lo sarà mai.
è difficile, lo sai meglio di me, trovare le parole. trovare tutto quello che serve per raccogliere il coraggio, le armi, la forza di andare. di proseguire
vai, a testa alta, perché ne sei capace. ed adesso piangi, adesso consideri le mie parole delle autentiche cavolate, adesso sei sconfortata ed amareggiata.
non perderti d'animo, te l'ho già detto, non devi farti abbattere.
Ci siamo noi, io, le tue amiche e gli altri, quelli là fuori, a darti una mano. e le mie, sono solo parole di un blog inutile.
sto piangendo anchio e faccio fatica a scrivere.
perché onestamente, è ingiusto.
adesso non scrivo più questo post, perché sono bloccata. bloccata perché non riesco nemmeno a revisionare questo post, perché ho gli occhi umidi e perché ho un nodo alla gola.
ci sono sempre, ricordatelo.
un bacio
minerva
p.s: non volevo sembrare così affettata, sono solo molto dispiaciuta.

mercoledì 13 gennaio 2010

non mi sento bene, ma a scuola ci devo andare

eh già, ho un po' di febbre, tosse da fumatore, mal di gola e mal d'orecchio, però domattina a scuola ci devo andare, tutta colpa della stramaledettissima verifica di francese. ed ho voglia di piangere, spiegatemi il perché.
ho una vogli a matta di piangere, fra poco mi sa che lo faccio. perché poi? per nessun motivo, perché non mi sento bene e perché come posso dirlo, mi manca la mamma. no, oddio, una persona sana di mente non pensa ste cose idiote, quando sei un adolescente poi. adesso lei è al cinema... ed io non riesco a scrivere, ho un nodo alla gola, ho studiato francese, ma non ce la faccio. ho la febbre, ne sono quasi certa.
anzi, ne sono sicura. E fratellino che gioca distratto con L. ed io che sono venuta qua con la scusa di ripassare francese, una scusa campata in aria a dir la verità. perché non so, perché ho una nostalgia incondizionata ed ingiustificata.
e non so come dirlo, ma ecco, ho paura della verifica, sento l'ansia salire. e non è normale, so che questo circolo vizioso che è il panico poi mi farà male, la verifica andrà male, e sarà tutta, tutta colpa mia. non della mia poca voglia di studiare, solo, esclusivamente colpa mia, del mio panico, del mio modo di fare esagitato, del mio atteggiamento verso le cose.
Benny, se passi di qua, ti ho lasciato l'invito a msn: l'hai ricevuto?
ed adesso basta. adesso non sto bene, canescemo si è accucciato vicino a me.
ed adesso basta!!!!! domani voglio postare un articolo che parla della cecità.
baci
minerva

martedì 12 gennaio 2010

dolci pre-durante-post Natale ovvero come sopravvivere alla quantità di roba ingerita.

non sono esattamente il tipo definita minuta, esile, gracile o tantomeno asciutta. non sono nemmeno un baule, semplicemente, mangio.
E soprattutto, coi dolci pre-durante-post natale, ogni persona dotata di una passione che ama mangiare e di una certa mancanza di autocontrollo, impazzisce davanti a:
1. tutti quei deliziosissimi biscottini alla cannella, zenzero e simili.
2. il pan pepato, i dolcetti che porta il san Niccolaus il 6 dicembre e soprattutto, agli immancabili panettone e pandoro, semplici o farciti.
3. le goloserie che ti vengono regalate a Natale, perché non sanno cosa regalarti, e quindi ti propinano nell'ordine: cioccolatini di ogni forma e gusto, biscotti al burro (fanno schifo), marron Glace o come cavolo si scrive e pure la frutta secca, perché io quando mi ci metto posso diventare una fogna a cielo aperto.
4. le due panettonate in classe, mi sono contenuta, più gli avanzi del caffé natalizio che aveva organizzato la mamma con alcune amiche.
5. il cenone della vigilia ed il pranzo di natale, il 24 non ho mangiato poi molto, ma il 25, visto che la bisnonnatenace aveva cucinato per un reggimento ho dato il meglio di me.
poi in montagna, che con questo freddo becco bisogna assumere calorie, e tra cioccolate calde, biscotti fatti freschi dalla zia e i resti di panettone si mangia anche là. capodanno è un discorso a parte, ho mangiato il triplo del normale, perché la mamma ci aveva nutriti prima, invece la sottoscritta, che è colpevole di ingordigia, si è mangiata anche quello che gli amici dei miei avevano preparato, con la scusa che non è cortese dire di no alla padrona di casa.
ed adesso? no, la tortura non è finita qua. perhcé ci sono tutti gli avanzi, il pane dei re magi e la maledettamente buona sacher che la nonna ha ordinato da Vienna!!!!!
Ed insomma, io non ho il coraggio di pesarmi. Vabbé, se mi confrontano agli scriccioli pelle e ossa che ho per compagne, posso tranquillamente definirmi sopra la media, però diciamo che io a mia discolpa posso dire che amo mangiare!!! che gusto ci sarebbe se non ci fosse il cibo? Adesso sto ragionando come se fossi un baule di cento chili, ma lasciamo perdere.
sono ancora a casa malalta, sanotte avrò dormito due ore in croce, e ho una tosse secca allucinante!!!!
ho appena finito di studiare, quindi mamma, non mi tartassare più!!!
bacioni
minerva

lunedì 11 gennaio 2010

eh ci mancava pure l'influenza!!!!!

bbene sì. mi sono ammalata, tosse e mal di gola e febbre. una cosa stupenda, direi.
e domani probabilmente devo tornare a scuola perché c'è l'ora di matematica.... e con questa tosse da fumatore accanito so già che non seguirò nulla, proprio nulla.
E devo dire che sto un po' maluccio, anzi, abbastanza male.
la mia febbre balla, va dal 36 al 38 da un momento all'altro.
non è particolarmente attraente, aver picchi di pelle d'oca che si alternano a momenti in cui stai forse bene.
e non ce la faccio più! prima l'influenza di novembre, poi l'antibiotico, poi la reazione all'antibiotico.
che palle! non sopporto più la gola sigillata, il pizzicore,la tosse da fumatrice, e simili. mi ci manca il mal d'orecchio!!!
no sto zitta, perché c'è ancora la remotissima possibilità che mi arrivi.
vabbé, influenza a parte, sono viva e la vita continua,
siamo all 11/1/2010, e mon mi sembra ancora vero che è iniziato un nuovo anno, un nuovo pezzo della mia esistenza.
e la stanchezza si fa avanti...
non riesco a scrivere altro, sono un po' esausta.
baci
minerva

domenica 10 gennaio 2010

pane e tempesta (stefano benni)

l'ho finito stamattina, e mi ha lasciato un nodo alla gola, un senso di vuoto e beh, anche una risata silenziosa.
Stefano Benni è il mio scrittore maschio preferito, quello che hogni volta che mi getto fra le sue pagine mi viene una voglia pazza di leggere e che diciamocelo, scrive d'incanto. non è uno scrittore fine, anzi. non è uno scrittore minimamente politically correct, o simili. è l'opposto una lingua pungente, un'ironia tagliente ed un linguaggio non molto fine, anzi.
Eppure, le risate che ti regala compensano il resto, e in quest'ultimo libro uscito ad ottobre, è indimenticabile per una che adora l'ironia e la lettura. Ed ho riso così tanto... non c'è una storia vera e propria in questo romanzo, è quasi un insieme di racconti legati dai personaggi comuni. eppure, una storia che conduce le altre c'è, ma è talmente ingarbugliata fra i vari racconti che non è ben chiaro capire qual è.
Eppure, questo libro nasconde una morale abbastanza profonda: la morale è che c'è una speranza. l'importante è non perdersi d'animo, andare avanti, con il proprio secchio pesante, come dice Benni.
E adesso sono in crisi perché non so proprio che libro affrontare. ho rubato da una blogger l'idea di scrivere una recensione ogni domenica, un piccolo appuntamento letterario lo definirei. e per gli amanti dei libri, queste recensioni sono non dico imperdibili, ma comunque un posto in cui scambiarsi consigli.
Vi prego, consigliatemi dei libri che se no vado in crisi d'astinenza!!!!
baci
minerva

sabato 9 gennaio 2010

giovedì c'è il test di francese. ho studiato la parte di grammatica oggi. i vocaboli? li studio domani, e mi devo mettere sotto.
oggi ho fatto una caterva di esercizi di mate ed i questionari di italiano.... sono a pezzi.
ma beh, quello che mi da fastidio è questa solitudine che mi opprime. perché è opprimente.
e poi, nessun commento allo scorso post, pochi ai precedenti. e questo blog beh, mi sembra un calvario già solo a rileggerlo, figuriamoci per i poveri sventurati malcapitati lettori.
e ho cominciato il nuovo libro di Benni, un delirio di ironia, una risata via l'altra, è lunica cosa che mi strappa un sorriso, ultimamente.
Se non il nuovo cd di baglioni e la prospettiva che stasera c'è L., che con i suoi racconti mi mette sempre di buon umore. ma sono io quella sbagliata? no, sono semplicemente diversa, diversa dagli altri, diversa da quella classe maledeta. e non cambio mai argomenti del post: libri, musica, compagni e riflessioni assurde. wow!!!!!!!! e c'è gente che soffre anche più di me (non che io soffra molto), ed invece è dotata di un ottimismo, di una forza di credere negli altri, che la sottoscritta non ha. perché? perché è il mio carattere.
e vabbé. non ci posso fare niente se sono fatta storta, non è del tutto colpa mia. nota: con l'essere storti non intendo la mia cecità, sia ben chiaro.
La citazione del giorno, guarda caso, viene proprio da Stefano Benni, e non l'ho scelta io, ma l'archivio di citazioni di wikipedia: La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate. probabilmente è vero, ad essere razionali ci si guadagna ben poco, ma è una mia opinione, non intendo offendere nessuno.
E capisco che nessuno commenti i miei post, a parte i soliti due o tre. E chi è che poi andrebbe a commentare i post di una povera preadolescente patetica e incavolata con l'universo creato? nessuno, direi.

ma è ovvio.
ho una voglia matta di uscire con S., lunedì la vedo, e speriamo non piova. perché lei, nonostante i suoi cinquantanni suonati, nonostante tutto, riesce sempre a farmi sorridere un po' del suo romanticismo incondizionato, un po' dei suoi strafalcioni grammaticali. Parla quella che scrive dei post che sembrano usciti dalle mani di una persona che non ha mai scritto. ed invece, mi ostino a fare la secchiona.... perché è una maschera anche la mia, infatti, oggi dopo aver studiato per due ore e mezza mi sono stufata.
ed adesso basta.
adesso non correggo nemmeno il post, tanto non lo legge nessuno.
baci
minerva

venerdì 8 gennaio 2010

una giornata piovosa

Ce l'ho fatta, non mi vengono più i caratteri strani, quando separo le parole dei titoli e delle etichette. È già un passo in avanti. stamane nevischiava, poi ha piovuto. piovuto in una maniera deprimente. il cielo vomitava l'acqua sulla terra. non mi ricordo più dove l'ho letto, ma c'era una leggenda orientale che narrava che quando piove si riversano fra noi tutte le lacrime che ci sono al mondo. Di sicuro, ci sono anche le mie di lacrime, che in questi giorni ho pianto abbastanza, poi non so se contano, ma ci sono anche le lacrime che cadono quando non hai dormito e sei stanco, ma quelle non sono lacrime, sono una specie di pappina liquida che t'imbratta gli occhi.
ho preso 8 a mate, e ciò non m'intristisce. ma per il resto, sembra tutto così bleah. dannatamente stancante la scuola, i miei compagni che anche se non ho ragione di odiarli non so più cosa dire loro. non è che ci detestiamo, anzi. semplicemente, le cose da dirsi stanno diventando poche, a volte alcune banalità sulla scuola e poi basta. ma cosa ci posso fare se non guardo Flor (telenovela argentina), il mondo di patty, oppure la novità del momento, teen-Ager? che poi non so bene come si scriva. oppure, la musica. non mi piace lady gaga, i tokio hotel, Avril lavigne e simili. ascolto musica un po' antiquata, diciamocelo. i libri? non parliamone è un capitolo chiuso.
ho tentato di mettere le foto del bastone sul blog: un tentativo misero, anzi, nessun risultato. e anche questo fine settimana come lo passo? a studiare, mate e italiano. e francese... tremo al solo pensiero di francese. E poi, il fine settimana me lo immagino benissimo: allora, sveglia presto perché sono mattiniera. me ne sto vagando per casa tutta la mattinata e tento di studiare, pranzo al ristorante con i nonni. poi? poi ritorno, studio, aggiorno il diario, scrivo qua, qualche e-mail alle amiche di penna che di sicuro hannno di meglio da fare che scrivermi. poi cena, e poi non so.. il sabato, poi la domenica non so. Solitamente, se non mi tocca andare a messa, ciondolo per internet, poi il pomeriggio? Di nuovo qua. No, è veramente stancante la noia e rutin.
Poi, un'altra settimana, un nuovo accavallamento di giorni sempre uguali e monotoni: scuola, teatro, un'uscita con una cara tata che a volte viene quando la mamma ha degli impegni, e per il resto? per il resto, libri, musica ed internet. non è particolarmente frizzante. fortuna che ci sono Scricciolo e l'angelo e le blogamiche.
non vado matta per questo post, e mamma, se lo leggi ti prego, non parlarmene.
baci
minerva

giovedì 7 gennaio 2010

io

sono sempre io, minerva. eppure, in questi ultimi giorni sono cambiata. come? non lo so per certo, ma credo di aver riacquistato parte di me stessa. intendo dire che davanti ai compagni sono un po' diversa, ma pur sempre io, e non una del gruppo. Non che questo mi rende la vita sempice, intendiamoci. oggi ho ricevuto un bel pacco di prese in giro perhcé ho solo detto che a me il linguaggio sms nn piaceva e non lo usavo, ma che comunque io non sono gli altri. ed è scoppiata una bella presa in giro dal matematico e dal cavallerizzo. sì, loro sono miei amici. il cavallerizzo in particolare, eppure, non hanno mai accettato il mio amore per i libri e per la letteratura.
ma adesso sto divagando.
volevo dire che oggi il prof di musica ha proposto l'idea di creare una specie di settimana enigmistica relativa alla musica, che uscirà una volta in quest'anno. a me la cosa mi piace molto, va organizzata solo molto bene.
io il prof di musica lo adoro, rompe ma lo adoro. è un uomo di una dolcezza e di una sensibilità acuta, una persona davvero come ce ne sono poche, dotata di quel romanticismo e di quella capacità di comprendere che non c'è in giro tanto facilmente. È solo un gran permaloso, ma non ha importanza.
oggi ho avuto le due ore di disegno: passate a colorare come un idiota, per poi sentirmi stanca e con le palpebre pesanti. ma che senso ha per un cieco colorare? voglio dire, il disegno serve, conoscere la geometria, le forme, i colori come concetto, ma colorare proprio no. perché starsene due ore con le matite in mano, come una scema, senza nemmeno capire come sto colorando. eppure, devo riconoscere che le prof di arte ci hanno messo parecchio nel preparare i disegni in rilievo, ma beh, colorare è una faccenda inutile, quasi demenziale. domani metto le foto del bastone, se riesco a inserirle nel blog....
adesso mi rintano a leggere
baci
Minerva

mercoledì 6 gennaio 2010

fine

ho finito via col vento. un vuoto allo stomaco, un orrore di sentirsi rofondamente abbandonata. un libro è sempre stato il miglior conforto per me, mi sono sempre rintantata nelle paine, nelle storie di altri. E questo era uno dei pochi libri in cui speravo ci fosse un lieto fine: mi spiego meglio. io non sono un amante dei lieti fini, se ci sono bene, se non ci sono beh, bene lo stesso. e poi, io sono una tremenda curiosa, e in special modo per i classici, vado a sbirciare la trama su wikipedia o simili. invece, per via col vento è stato diverso. l'ho scaricato, nella disperazione di non sapere cosa portarmi nelle vacanze di natale, e non ho avuto molto tempo per sbirciare in internet la trama. sapevo solo che la protagonista si chiamava Rossella Ohara, niente di più, anzi, e che era ambientato durante la guerra di secessione. il romanzo mi ha catturata talmente, portandomi nel suo vortice. io sono un amante dei classici: lo dico e lo ripeto e credo di aver già esposto in precedenza le mie ragioni sul perché di questo amore. ma via col vento.... via col vento mi ha fatta sorridere in certi momenti, stare col fiato sospeso in altri... ed ho eciso che porterò questo, come libro ad italiano: in pratica, dobbiamo fare una scheda su un libro a scelta... e dobbiamo riassumerlo, descrivere i personaggi e l'ambiente, copiare frasi che ci sono piaciute e simili. e beh, c'è anche l'analisi logica di alcune frasi da fare, ma me ne infischio, troverò il modo di farla.
Ma ho preso la mia decisione: questo blog verrà sezionato in due parti. mi spiego meglio, che non sono stata minimamente chiara. ogni qual volta che leggo un libro, buono o cattivo, ne posto la recensione e la mia opinione personale, ci state? però se questo spazio non vi piace, ditemelo subito che mi sto imbarcando in un nuova avventura come questa. non è un nuovo blog, intendiamoci. solo, una volta la settimana, posto la/le recensioni dei libri che ho letto... e intendiamoci... se vi annoio, ditemelo pure, perché tanto, aprire questo spazio all'interno del blog non mi costa nulla, così come chiuderlo.
ed adesso, aspetto che i lettori (di libri intendo), si facciano avanti e mi consiglino romanzi da leggere oppure scrittori da consigliare.
beh, allora, buona epifania!!
baci
minerva

martedì 5 gennaio 2010

cechismi

un argomento che volevo affrontare qua dentro da parecchio tempo sono i cechismi: cioè sono delle manie che comporta la cecità, soprattutto, quella che si ha dalla nascita.
Manie fisiche, non psicologiche. manie che le persone non vedenti hanno per stimolare in qualche modo la vista che non hanno, oppure, dei movimenti che comportano stimolazioni di altro genere.
parliamo di me stessa, per esempio. ecco, la mania più grande che ho è lo schiacciarmi gli occhi: è un tentativo di stimolare il residuo visivo che mi rimane (io non lo avverto), e che non è una cosa che si toglie tanto facilmente. mi schiaccio gli occhi quando sono concentrata, annoiata, divertita o soprattutto, quando leggo o sto al pc. In pratica, purtroppo, ho gli occhi incavati e adombrati da delle fosse scure sotto agli occhi. Non è una bella cosa, ne per me ne per gli altri. è un abitudine che si sradica completamente con un solo sistema: il legare le mani dietro la schiena per alcuni giorni. io la reputo un oo' una barbarie, eppure, molte persone non vedenti hanno affermato che è funzionato. I miei genitori non vogliono arrivare a tanto, è che ci hanno provato in tutti i modi: con le buonee e con le cattive. e diciamocelo, non è facile. un altra mania che purtroppo ho è che quando ascolto musica o sono particolarmente eccitata dondolo come una cretina: sono la prima ad ammetterlo, queste manie sono disgustose, ma è molto complesso toglierle. poi, c'è anche il discorso che queste cose, chiamate molto schiettamente ciechismi, ti emarginano, perché onestamente, diciamocelo, fa alquanto schifo una persona che ha gli occhi incavati.
e sono anche queste le cose che ti creano dei problemi con gli sconosciuti e le cose che mi rendono una persona all'apparenza disgustosa.
ed avete ragione, persone che mi avete incontrato, non è per nulla carino vedere un complesso di manie e come ho già detto, queste stranezze sono anche un elemento d'imbarazzo per chi mi sta accanto.
e questa è una cosa alquanto noiosa della cecità...
oggi siamo andati alle terme di S. e ho mangiato per la prima volta tailandese, mi è piaciuto, sfortuna vuole che ho preso il manzo, che era atrocemente piccante.
adesso passo e chiudo.
minerva

lunedì 4 gennaio 2010

preparatevi

Per noi femmine il gran giorno si avvicina.... il giorno in cui possiamo essere noi stesse.... il giorno o meglio, la notte, in cui possiamo essere noi stesse e dare il meglio di noi.... Ragazze, preparatevi al raduno delle befane!!!!!
finalmente potrò conoscervi....
no, scherzi a parte.
sono giornate in cui la pigrizia predomina su tutto... avvolte dall'intorpidimento, dal calduccio delle coperte e dalla poca voglia di uscire... Ed anche dal sapore della cioccolata calda che ho preso oggi...
per la prima volta in 7 anni di scuola, ho quasi finito i compiti delle vacanze!!!!! e questo è un progresso notevole, perché anche se sono una secchiona della peggior specie i compiti non li ho mai fatti con largo anticipo.... ma quest'anno mi sono messa a fare gli esercizi di analisi logica il 24 pomeriggio.... non sono normale, lo so e mi dispiace molto, ma d'altronde, se fossimo tutti normali, che gusto ci sarebbe? ma queste sono solo le sciocchezze che un adolescente lasciata sola in casa e con una bellissima canzone (lo pensa solo lei che è bellissima o almeno la gente della mia età non lo pensa), che non vede l'ora di tornare a casa. Già, perché a me sciare non piace.... non è normale.
E poi, intendo mettere le foto del bastone addobbato, perché se no qualcuno di mia conoscenza mi strozza virtualmente, ed anche perché voglio metterlo per ridere un po' della mia cecità. perché non è che abbia riso molto su questo argomento, ultimamente.
rido solo quando mi fanno quelle domande del tipo: ma tu non vedi noi, ma vedi qualcos'altro, tipo gli angeli? una volta mi pare che me lo chiesero. bisognerebbe scriverci un libro, sulla mia cecità.... e ne uscirebbe anche un romanzo comico.


oh, che bello stare sola in casa... senza fratellino che con la sua musica che guarda caso è quella che piace a me assorda i presenti e soprattutto senza la sua continua parlantina altamente atroce per una povera creatura come me.
no, vabbé. sto delirando. correggerò i post in seguito, perché qua non ho tempo di correggerli.
baci
minerva

venerdì 1 gennaio 2010

2010

ok, il 2009 è uscito di scena. si è chiuso il sipario su quest'anno impegnativo.
molto impegnatiov, direi.
tra la scuola che si è fatta più difficile e l'adolescenza che procede a vele spiegate il 2009 non è stato un annetto leggero. visto che qua circolano molti miei coetanei, penso che in molti capiscano cosa vuol dire non vedere l'ora che il 2010 cominic, che possa cambiare un po' le carte in tavola.

c'è anche il discorso che sto crescendo e come quest'età è una tappa importante nella crescita delle persone. ma non mi va di parlare dell'anno imminente, perché è veramente una cosa mortalmente noiosa.
e quidni, volevo scrivere qualcosina sui sogni. una cosa che ha incuriosito molto la gente è come io, anche se non ci vedo, posso sognare. ma è strano, a me sembrava normalissima questa cosa, però forse non è tanto chiara. io sogno come tutte le persone normali, tranne il fatto che anche nei sogni non vedo, è come la vita reale, non ho mai sognato di vedere o cose simili. perché in fondo, io non so cos'è la vista. non lo so e non penso che lo saprò mai, a meno che io non possa vedere.
sono a metà di via col vento.... sono una pazza a leggere di questi libri? penso di sì... eppure, come ho già detto i classici mi attraggono.
ieri ho mangiato il mango.... buono, se no fosse che adesso ho un mal di pancia doloroso...
vabbé, passo e chiudo.
minerva