domenica 28 febbraio 2010

Nabucco

Stasera vado a vedere il nabucco. Ok, prima opera che vado a vedere, prima volta che entro in un teatro che non sia qello in cui recito e che vado ad assistere ad un qualcosa di non demenziale o infantile.
Bene... Sono certa di crollare entro il secondo atto, anzi, forse arrivo a metà della rappresentazione. Ma dubito di non collassare. A meno che vicino a me non ci sia un neonato isterico, cosa alquanto improbabile, visto che nessuna persona sana di mente porta i bambini a vedere l'opera.
Non so se questa cosa mi piace o no, non so nemmeno se ho una gran voglia. Ok, mi è sempre piaciuta la musica, le storie di alcune opere come la tosca o la lady Butterfly mi hanno sempre attratta, ma assistere all'opera non ho bene idea di come sia. Perché sedermi su una poltroncina, spero tra papà e qualche altro parente, e starmene così, in silenzio, forse annoiata, non pare allettante. Eppure, dall'altro lato c'è una specie di curiosità. Staremo a vedere... Domattina vi aggiorno, promessissimo.
Bacio
Minerva

sabato 27 febbraio 2010

veste

Mi piacerebbe donare una veste a questo blog. Perché sono solo parole le mie, non c'è nemmeno un minimo di decoro, una seppur scadentissima grafica, nulla. E dopotutto, anche se non ci vedo, voi lettori vedete. Lo vedete questo bloggino disadorno, privo di ogni qualsivoglia forma di gaiezza o depressione. E mi piacerebbe decorarlo, in qualche modo. Ma non posso. Non posso, perché se anche potessi, non saprei come fare. E non mi va di lasciarlo così...
Oggi è un sabato mattina strano, in bilico fra i compiti che mi ostino a prolungare per far qualcosa, fra i blogger e nessuna anima viva su msn. Dio, che apatia. E dovrei far qualcosa, chessò, leggere un bel libro o continuare lo pseudoromanzo, oppure, cosa molto intelligente, ascoltarmi un po' di musica, perché non lo faccio mai. Massì, metterò il cd di Baglioni, quello appena uscito, perché alcune tracce mi piacciono assai. Non so nemmeno il senso compiuto di questa pagina di diario, non so perché sto imbrattando questo blog dei miei deliri, mi ero ripromessa di passare un sabato sereno,senza vaneggiamenti, di scrivere un post frizzante, gaio ed esuberante. Propositi della giornata.
1. fare i compiti e non prolungarli per forza d'inerzia.
2. Ascoltarmi un po' di musica in santissima pace.
3. Scrivere almeno un pochino.
4. Riuscire a sopravvivere alla merenda di oggi pomeriggio (festicciola fra parenti per il compleanno di Lucifero alias mio fratello)
5. Riuscire a trovare il dvd di via col vento e guardarmelo con la nonna L. e sperare che non sia un brutto film.
Finito...
aggiornamento: i compiti sono stati ultimati.
Un abbraccio
Minerva

venerdì 26 febbraio 2010

iliade

Forse Castagna comprenderà il mio prof ed il mio riso. Anzi, sono arcicerta che lo comprenderà. Perché oggi ci ha spiegato l'iliade, con un malloppo di fogli ricchissimi di cartine, delle rappresentazioni grafiche degli dei e dei personaggi principali. Chi mi conosce sa cosa vuol dire per me la mitologia greca: voi avevate le fiabe, io avevo i miti. Ero una bimba, avrò avuto cinque anni, quando mia nonna iniziò a leggermi l'iliade in versione semplificata. Chiaro, essendo lei italo-tedesca, sbagliava tutti gli accenti: agaménnone diveniva agamennòne, ma panzienza. Ho già raccontato dei quiz che mi divertivo a fare agli amici dei nonni, ricordo di aver dato ad un personaggio piuttosto illustre dell'asino, perché non si ricordava la madre di Perseo e la dea della discrordia. E vabbé, quando ho scoperto che il mio prof amava la mitologia, ha guadagnato 200 punti in più nella mia classifica, era già alle stelle. Oggi, spiegava l'iliade. E come jè suo fare, testa la nostra cultura, chiedendoci se ci ricordiamo degli episodi, come la leggenda del pomo della discordia. E la sottoscritta, che la mitologia l'ama tuttora, faceva scattare la mano, e la gioia migliore era sapere che alcuni nomi me li ricordavo io, e non il prof. È bello raccontare, è bello narrare con un uditorio, anche se relativament epiccolo rispetto alla classe, ti ascolta con un minimo di concentrazione. E questo aumenta la mia passione per l'insegnamento, per il racconto e per l'arte di spiegare.
Ed il mio prof che fra Menelao, Diomede, Priamo, Ecuba eccetra un po' di confusione la faceva, ma poca, e bravo com'è è riuscito a catturare la mia immaginazione, a farmi diventare Elena, Atena ed a tratti Ulisse.
Ehm, ho bisogno del vostro aiuto: per chi conosce bene la divina commedia, Dante, prima di entrare nell'inferno fa appello a Paolo e a chi? Un altro vivo che è stato nell'aldilà.
Ed ora baci
Minerva

giovedì 25 febbraio 2010

scorcio di primavera

Oggi si tocca la soglia dgli 11°. Non so spiegarvi la mia gioia incondizionata, il piacere di un leggero senso non dico di tepore, ma almeno, di non star gelando. E quindi, ero stranamente di buonumore nonostante il mal di testa. E poi, oggi la lezione di musica era molto interessante, come sempre. Si parlava della tosca, della sua trama e del fatto che il prof andrà con una quarta media a vederla al teatro di Zurigo. E vedere l'opera, con un insegnante che adoro, tutta agghindata perché è obbligatorio vestirsi in maniera elegante. Ok, mancano due anni. Ho ricevuto una notizia un po' così: sono l'unica della mia classe a fare latino, ma dico, non c'è nessuno, e dico nessuno, che voglia avere un po' di cultura?
Bah, vogliono schivare l'osso. E siamo in due o tre che fanno francese. Che è una lingua che ci portiamo avanti dalle elementari. Ok, abbiamo una prof che è una macchina da guerra, ma comunque, un livello di francese come quello che ci fa raggiungere non lo dà nessun docente della nostra scuola... Ho scritto un post in quasi un ora, fra esercizi di francese, diario e messenger.
ed ora vi abbandono...
Minerva

mercoledì 24 febbraio 2010

barbablu

Massì, avete capito: Barbablu, quel tipo della favola di Perrault che tagliava la gola alle mogli e le ^seppelliva in una stanza della casa. Per chi non la conoscesse questa fiaba, eccovi la trama tratta da wikipedia:

Una ragazza accetta di sposare un ricco gentiluomo, più vecchio di lei e con una particolarità fisica: ha la barba blu. La questione si fa ancora più inquietante
dal momento che egli è già stato sposato più volte e che tutte le sue mogli sono misteriosamente scomparse. Qualche tempo dopo le nozze, Barbablù deve
partire per affari e consegna alla sua giovane sposa un cofanetto di chiavi che aprono tutte le porte del castello. Ma le dice di fare attenzione: c'è
un posto in cui la ragazza non deve recarsi per nessun motivo. Dopo diversi giorni dalla partenza del marito, spinta dalla molta curiosità, entra nella
stanza proibita e fa una macabra scoperta: lì si trovano i corpi delle precedenti mogli, appese al soffitto con ganci e imbrattate di sangue. Dall'emozione,
lascia cadere la chiave che si sporca di sangue: cerca di pulirla, ma è fatata, e la macchia non va via. Il giorno del ritorno Barbablù per prima cosa
si fa riconsegnare il mazzo di chiavi: la chiavetta macchiata testimonia la disobbedienza della moglie, che lo fa infuriare. Senza alcuna pietà si prepara
a uccidere per l'ennesima volta. Tutto ciò che concede alle lacrime della giovane sposa è di potersi raccogliere in preghiera per qualche minuto. Ella,
allora, corre da sua sorella Anna e la prega di salire fino in cima alla torre più alta del castello: i loro fratelli, entrambi uomini d'arme, avrebbero
dovuto arrivare in giornata, e se li avesse visti avrebbe dovuto far loro segno di affrettarsi. Nonostante il prodigarsi di Anna, nulla sembra apparire
all'orizzonte, e Barbablù, spazientito, sta quasi per far calare la lama sulla povera fanciulla quando i suoi fratelli irrompono nella stanza e passano
il malvagio assassino a fil di spada. La moglie rimane erede di tutte le immense ricchezze di Barbablù, che usa un po' per aiutare coloro dai quali è stata
aiutata, e un po' per vivere serenamente il resto della sua vita.
Ecco, questa fiaba mi colpì: non tanto per il contenuto, ma per la morale. Infatti, come sempre il cattivo viene sconfitto dal buono ed in questo caso viene ucciso. Ma a me, nella mia testolina bionda ed un po' bislacca, pareva che Barbablu non avese tutti i torti. Scusate, mi dicevo, ma se lui le ha detto di non entrare in quella stanza, perché lei ci è entrata? Ma soprattutto, è lei la cattiva, è lei quella che trasgredisce le regole, no? Ed oggi, facendo una ricerca in internet, ho appreso la verità: non sono stata l'unica a pensare questa cosa, persino lo stesso scrittore l'ha pensata, ma tutti interpretarono la morale della fiaba nel modo sbagliato, cioè che non si deve far male e che il cattivo non ha mai la meglio sul buono. Che cavolata assurdissima!
E quella novella fu l'inizio dei miei ragionamenti contorti, fu la prima cosa che mi fece capire di esser un tantino anormale.
Ora mi congedo
Minerva

martedì 23 febbraio 2010

Non posso scrivere molto. Non posso perché mi sono ridotta all'ultimo e devo ripassare il copione, perché non so la minima battuta.
E quindi... E quindi, l'oca si riduce all'ultimo poiché domani ha teatro, e non vuole fare la figura dell'impreparata...
Non c'è nemmeno nessuno su msn, che mi possa tener compagnia. Sola come un cane.... No anzi, c'è la mamma di là che si ravvia i capelli, e Luciferino (mio fratello intendo) che tedia S. con i suoi discorsi monocordi. Wow. Interessantissimo questo post, molto intelligente e con una gran morale filosofica dietro.
Anzi, qualcosa di intelligente lo scrivo. Ma proprio molto poco intelligente, ma tant'è che lo scrivo comunque.
Metà marzo... Un'attesa che mi pare eterrna. Aspetterò per sapere chi mi sarà docente in latino. E mi sembrano quasi tre settimane eterne, monotone, senza via d'usicta. Che poi ne sono certa, sarà la prof S., e non la prof N. a farmi da professoressa. E la volevo, la prof N.. Ma pare che pure l'altra sia squisita, eppure, vorrei tanto che avessi la mia docente preferita a latino. O almeno, vorrei una risposta: vorrei saperlo, non vorrei quest'attesa tanto logorante. E non esagero, perché io ci penso molto spesso, l'ho sognata stanotte, e ogni volta che passo la spazzola fra i miei capelli mi ricordo quel giorno.. Quel 15 dicembre 2008, giorno uggiosissimo e freddo. Io là, ad aspettare la mamma, ed il prof di lettere, la prof di geografia e la prof di latino, che allor a non conoscevo, che arrivano e mi salutano. E questa prof, che mi ha fatto mille complimenti sulla mia espressione orale. Ora, io non sono un tipo che si da arie, ma quando mi fanno i complimenti su come mi esprimo gongolo fra me e me perché ci metto sempre una gran cura nel parlare e nello scrivere. E ieri ho iniziato uno pseudo romanzo, una pseudo storia, che mi piacerebe scrivere qua dentro, quando sarà compiuta. Solo, mi imbarazza terribilmente.
Un bacio
Minerva
p.s: non riesco a rileggere il post... non ditemi nulla sull'ortografia vi prego

domenica 21 febbraio 2010

A volte vorrei vivere al mare. Vorrei sentire le onde al mio risveglio, poter correre verso le acque color cobalto, vorrei tuffarmici con tanta veemenza da far schizzare l'acqua lontano.
Vorrei poter ascoltare il fragore dei cavalloni, seduta su una spiaggia d'inverno, restare ore ad aspirare l'aroma di salsedine, a leggere sulla sabbia. Vorrei vivere in aperta campagna, come i miei nonni dal lato materno. Vorrei svegliarmi in un mare d'erba, al canto dei galli, con la fragranza del pane caldo e dorato, vorrei sedere sotto il glicine a leggere o a scrivere, vorrei poter passeggiare nei prati in cui l'erba è incolta ed inselvatichita. Vorrei divorare la frutta colta dagli alberi, vorrei correre via, desidererei tante cose. Oppure, vivere in una grande metropoli: negozi, tante opportunità e gente da conoscere, ore da spendere da qualche parte. Invece no, vivo in questa cittadella non molto distante dalla frontiera o dai boschi, lontana almeno cento chilometri dal mare. Vivo nella terra matta, come la definisce il poeta, marito della prof di latino. Vivo in un paesino con le sue ristrettezze, i propri pettegolezzi e le sue meschinità. Adoro il mio paesello. Amo l'aroma degli alberi in fiore sul viale che conduce alla chiesina vicina a casa mia. Amo i vicoli dietro la parrocchia, malandati, un po' lasciati a se stessi, nonostante ciò sono il cuore del paesino. Amo il piccolo parco giochi, quello che bisogna camminare un po' per raggiungerlo, da cui si domina il paesello. Se c'è una cosa di cui il mio paesino è ricco, sono le chiese ed i parchi giochi. C'è la chiesina vicina a casa mia, quella dove il mattino della domenica ci sono solo gli anziani che si svegliano prima. Poi la chiesa parrocchiale, grande, quasi sfarzosa, semideserta. C'è la chiesa che sembra un centro congressi, gremita di una folla di famiglie. Poi c'è la chiesa dell'oratorio, che non so se fa messa. Poi c'è la chiesa più vecchia, quella a strati, ricostruita tre volte, e sotto si possono ammirare le rovine. Poi la chiesa della torre, quella che è un poco diroccata, che bisogna camminare per una salita per raggiungerla, che fa le messe una domenica al mese ed in cui vorrei andare. Poi c'è l'ultima chiesa, che è più una cappella che una chiesa, in cui, però c'è un parroco. È la chiesa della clinica psichiatrica.
Vogliamo parlare dei parchi? Sui parchi potrei scrivere un trattato. Il parco della chiesa col viale, quel parchetto popolato di poche mamme e anziane signore che ciarlano fra loro, portando a spasso i microcagnolini e scambiandosi opinioni sul mezzo punto o sul modo più conveniente che annaffiare le azalee. Le ascolto, queste signore. Le ascolto, quando mi siedo sulla panchina e talvolta, sorrido. Sorrido perché penso che diventerò anchio così, con una ragnatela di rughe a solcarmi il volto ed una nuvola di capelli candidi ad avvolgermi la testa. Poi, c'è il parco del centro commerciale e dell'asilo nido. Piccolo, ma sempre infestato dalle mamme con i bimbi molto piccoli. Mi piace anche qui, perché è bello sentire delle giovani mamme parlare dei loro timori e delle proprie ansie, talvolta scherzandoci su. Poi, il parco dell'oratorio, abbandonato a se stesso per tutto l'anno, a parte quando ci sono le sagre. Un parco ampio, ma solitario. Non ho mai capito il perché, ma non è popolato da nessuno, fuor che da ragazzini scavezzacollo che si sfidano con le biciclette. Ho parlato del piccolo parco su in cima, quello vicino al bosco, quello discretamente popolato da mamme meno amanti del piccolo parchetto dell'asilo. C'è il parco più grande, sempre vicino alla clinica. Enorme e pieno di giochi per i bambini, ma non ci vado mai. ^Ci sarebbe un altra specie di parco, non so nemmeno se esista ancora. Mi ricordo che quando andavo a passeggio col nonno nel bosco adiacente a casa loro, c'era un girello, un altalena ed un bilzobalzo (si chiama così?) tutto cigolante. Spero vivamente che non abbiano abbattuto questi giochi, anche se inselvatichiti dai rami e poco usati.
Ho parlato del mio paesino, che nonostante tutto, adoro.
Un bacione
Minerva

sabato 20 febbraio 2010

per chi ama i libri

Ho trovato un iniziativa veramente, ma veramente carina per chi ama i libri e per chi non è arcitimido. Non penso che parteciperò a questa cosa, ma ne volevo parlare, perche mi è parsa un qualcosa di veramente entusiasmante. In pratica, il 26 marzo bisogna comprare un libro (possibilmente un libro che si ha amato) e regalarlo ad uno sconosciuto, per incentivare la lettura. Ho letto da qualche parte che un milione di italiani non ha un libro in casa... Io non ci credevo, ma ripensandoci, è quasi probabile.

per informazioni su quest'iniziativa c'è un blog apposito: http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1010. Ed anche se non ve ne frega di questa cosa, anche se non la farete, come la sottoscritta, diffondetela. Diffondetela, perché so che tutti i blogger che mi leggono amano la lettura. E quindi vi prego, fatevi avanti!!!
bacio
Minerva
p.s: non riesco a leggere il post, eventuali orrori ortografici li correggo quando sarà passato l'impallamento del portatile.

venerdì 19 febbraio 2010

San remo, penultima puntata

Come penultima puntata intendo la mia... Ieri c'era Bennato a san Remo, e mi sono innamorata dell'ultima canzone...
A me Bennato piace perché è un po' particolare, estroso lo definirei.
Mi è sempre piaciuto il suo modo di ispirarsi mediante le fiabe, sfruttando i temi più comuni ed al contempo originali per parlare di cose attuali, come l'aipocrisia e i sogni. Mi piace, perché è sincero, e ieri mi ha fatta sbellicare, quando la Clerici gli ha chiesto perché non era mai venuto a san Remo, lui rha risposto circostanze... Probabilmente, intendeva dire che di san Remo non glie ne poteva importar de meno. E questa canzone la sto canticchiando da non ho ben chiaro quanto, non so nemmeno se è attuale oppure no. La linko, perché è sublime. Potete ascoltarla cliccando sul titolo del mio post.
un bacione, sono stata breve perché la connessione pedala
minerva

giovedì 18 febbraio 2010

La Clerici a me non dispiace. Adesso di presentatrici brave non ne trovo, a parte la Carlucci, che però non vedo da un po'. Chiaro, io non le posso giudicare dal modo in cui si muovono, in cui si vestono o dalle loro performance perché non le vedo, ma posso giudicare il modo in cui parlano o la sincerità dei loro modi. Ed anche se la Clerici è un po' oca, è meglio della de Filippi, della Ventura e di tante altre. E nelle due puntate di san Remo non era male, secondo me. Era sola, questo è vero. Ci voleva qualcuno, chessò, un qualche presentatore bravo, con un po' di verve, perché lei è simpatica, ma di grinta ne ha ben poca.
Tralascio i cantanti di quest'anno, veramente scadenti. L'unica che un pochino si salvava era Irene Grandi, ma nemmeno così tanto. Anche il cantante che cantava in napoletano non era male, ma ovviamente l'hanno eliminato. Non c'era una, e dico una, canzone orecchiabile, a parte le una o due canzonette che secondo me non volevano dire nulla. Non c'è una canzone che ti metti a canticchiare per strada, o che metti sull'ipod e dici che bella, è proprio emozionante. Parlo dei campioni, i giovani non li ho sentiti. E Marco? Per chi seguiva x factor penso che sia stata una delusione, il modo in cui canta. È bravissimo, secondo me, ma la canzone faceva venire il latte alle ginocchia.
Tralascio Arisa, su cui non voglio fare commenti, perché sto male al solo pensiero della canzonetta idiota che ha portato a san Scemo. E poi, poveri noi, Cutugno. Uno scempio, un qualcosa di veramente inaudito. E non penso che sia un cattivo cantante, perché dopotutto, di soldi ne ha fatti e non penso che glieli abbiano dati giusto per. Ma il pezzo forte era il mitico trio: principe Savoia, Pupo e tenore. Ho riso fino alle lacrime... E stasera voglio proprio vedere che succede... Ma sono io che sono fumata o ho letto che Baglioni viene a san Remo per duettare con qualcuno? Perché se così fosse, non lascerei gli schermi tanto presto, perché chi mi legge da un po' sa che venero questo cantante.
Ora basta, che sto delirando e qualche fan dei cantanti che ho criticato mi attaccherà, lo so per certo.
Baci
Minerva

lunedì 15 febbraio 2010

San remo 2010: il prima

Io odio, e lo ripeto odio, san Remo. Lo odio, ma lo guardo. Lo guardo, perché sono masochista. Lo detesto perché è una commercialata, non c'è più musica un filino fuori dagli schemi di adesso, a san Remo non ricapitano i bravi cantanti che capitavano un tempo, come Celentano, vi sembrerò retrograda, ma il molleggiato a mio parere a quei tempi era l'innovazione, la riforma, solo perché dava le spalle al pubblico. Ed adesso, guardate Vasco, ad esempio. Ed a me Celentano è sempre piaciuto, le sue canzoni mi trovo a canticchiarle spesso ed è un cantante che mi fa tornare alla mente molti ricordi. Vasco, che andava sul palco in condizioni che non sto neanche a nominare, con la grazia di un pecoraio eppure, a me non dispiace. Non mi piace particolarmente la sua voce, i suoi testi tanto meno, ma lo stile, l'innovazione è ancora gradevole. Ma adesso... Adesso, l'essere alternativi è una moda, cercare di innovare è una moda, ed allora, restate sempre gli stessi per carità!!!
E qui, udite udite, ascolterete i miei farneticamenti sul grandioso festival. Che poi lo chiamano festival dei fiori, l'anno scorso mia madre mi ha detto che c'erano tre mazzi in croce... Mi spiace se sembro polemica, lo sono, potrei fare l'avvocato da quanto mi riesce bene la contestazione, la lingua affilata ce l'ho, e se ho fortuna non sarei nemmeno povera, ma non sono tagliata. Sono timida, nonostante tutto. Vedete? Sto parlando di san Remo e inizio a vaneggiare sul mio futuro, ha ragione chi dice che sono contorta, che salto da un argomento all'altro.
Ed adesso mi tocca (dico mi tocca, ma in realtà è un piacerissimo) rispondere a tutti i vostri commenti, care anime pie che mi leggete... Perché siete veramente carini, mi fate pure i complimenti...
un bacione
Minerva

sabato 13 febbraio 2010

Paolo e Francesca

Soli eravamo e sanza alcun sospetto

« Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense."
Queste parole da lor ci fuor porte. »
(Canto V, versetti 102-108)

Una delle poche coppie della letteratura classica che mi sia piaciuta fin da subito. Amo Rossella Ohara ed il suo capitano Battler, ma non da sempre. Li ho amati da metà di via col vento, non fin dalle prime pagine. Invece qui, si tratta di pochissimi versi, una decina abbondante, eppure già mi ha scossa questa coppia. L'unione sacra, l'amore senza confini e senza valichi, l'amore nato da un libro. Dante dice che stavano leggendo dell'amore fra Lancillotto e Ginevra, e così si consolarono in un bacio che sfociò nella loro gran passione. Sono ancora qui, Paolo e Francesca. Chiunque conosca la storia, sa cosa intendo dire. Il prof d'italiano aveva ragione, quando diceva che mi sarei commossa. Sono versi soavi, dolcissimi ed al contempo dolorosi, quelli che scrive il sommo poeta su questi due amanti illegittimi, e non paiono pentiti d'esser finiti all'inferno nel girone dei lussuriosi, anzi, vagano come anime eteree ed opalescenti, in un luogo dove tutto è dolore, miseria e disperazione. Per queste due anime, l'importante è l'essere insieme, uniti per l'eternità, che per quanto possa essere logorante e cruenta, li conserverà sempre l'uno con l'altra. Per chi non conoscesse la storia, Francesca era la moglie del fratello di Paolo, e questi si amarono clandestinamente.
Non si sa come morirono, tutto è lasciato all'immaginazione.
Adesso devo andare, mi spiace, non posso rispondere al tuo commento, Suysan, il tempo scarseggia.
Minerva

venerdì 12 febbraio 2010

son soddisfazioni 2

Ho capito che sono invidiata da alcuni dei miei compagni, non perché ho voti più alti dei loro (cosa non vera), ma per quella che i miei docenti definiscono cultura. quella che mi fa alzare la mano quando a musica citano la Carmen, quella che mi fa rispondere alle domande di lessico di italiano o a quelle di storia. ho avuto la prova di quest'invidia mercoledì, ma non ha molta importanza. oggi ho preso 10 a storia e 9,5 a italiano. ed ho capito che posso farcela, che devo solo dare un calcio all'ansia ed ai miei timori, devo fregarmene di più (vedasi post del 25 e 26 novembre) e vivere i momenti indimenticabili, quelli come la ricreazione con la prof N., in cui mi sono sentita come se fossi la regina, la migliore, non so come spiegarlo senza apparire sciocca ed antipatica. non la migliore, ma comunque, ero gratificata, forse estasiata da questa donna che si esprime in quel lessico forbito, che è una cosa che ammiro da sempre, non so perché, non dico che il lessico testa la qualità della gente, ma mi incanta la gente che si esprime con un eloquio incantevole. sarò paranoica, ma sono fatta così.
oggi abbiamo fatto la nostra prima parafrasi, non ad italiano, ma a storia, perché per parlare dei cavalieri nel medioevo il nostro prof ci ha fatto leggere l'inizio dell'Orlando furioso, che vorrei leggere un giorno, mi incanta molto anche questo classico. ma io sono matta, me lo dicono tutti. In Svizzera adesso c'è una settimana di vacanza, andiamo in montagna e sperimento lo sci di fondo... Oddio, mi sento molto sacco di patate, vista la mia grazia pachidermica, tipo elefantino.

ed adesso vado a godermi il quarto canto della divina commedia...
bacioni
minerva

giovedì 11 febbraio 2010

la divina commedia parte 1

ne parlerò spesso, della divina commedia. che è proprio divina, eccelsa, intrigante, con metafore sottili e ben costruite e soprattutto, quei personaggi che puoi interpretare a tuo piacimento, ma non troppo, e che restano un po' velati. sono al terzo canto, quello sui folli e su Caronte. che cosa ammirevole che ha scritto il sommo poeta!!! non so se tra i miei lettori (Castagna a parte) c'è qualcuno che ha questa smodata passione per la divina commedia. è strano dire così, visto che ho letto tre canti. ma mi piae, mi piace armarmi di dizionario e vocabolarietto personale, cercare i termini che non comprendo e poi trascriverli in ordine alfabetico. favoloso, direi!!! sublime il cercare, il trascrivere, il saggiae il suono di un vocabolo sulla punta ella lingua e confermare che ancora una volta Dante ed il mio prof di italiano hanno fatto centro nel mio animo: Dante per la sua metrica sublime, il prof perché me lo consiglia sempre.
e dovrò mettere fra i libri preferiti del profilo la divina commedia...
ed ora dopo questo sproloquio vi lascio
minerva

mercoledì 10 febbraio 2010

empatia

oggi la mia giornata era metà bianca, metà nera. ma sono stranamente ottimista e della metà nera non ho voglia di parlare, se ne parlerò, ne parlerò domani. oggi mi sono innamoratA: ma un amore che non si può paragonare ad un sentimento di affetto, è un empatia che non ho mai vissuto, se non con poche persone. oggi mi sono innamorata della prof di latino, che non so se sarà la mia docente, ma comunque, è un angelo. Eccelsa è dir poco, una personcina che se la guardi ha dei lineamenti scontrosi, freddi ed arcigni, ma nei suoi occhi scuri c'è una vitalità che ha una donna di sessant'anni non è comune (non l'ho guardata io, ma me l'hanno descritta). è uno scricciolo di donna, molto minuta com'è. e non posso fare a meno di urlare che è una persona squisita, deliziosa, speciale eccetra. una donna con una cultura linguistica infinita e con un modo di parlare così graziosamente coinvolgente da farmi inceppare in ogni discorso che ho affrontato con lei oggi, tranne alla fine, in cui parlavo con scioltezza e mi sentivo capita, non so come spiegare. è un sentimento che penso reciproco, non con la stessa intensità, ma è così bello parlare con una persona che ti conosce molto bene grazie alle parole di altri insegnanti, e la prima cosa che mi ha chiesto è se era vero che avevo letto l'iliade. sorrido fra me e me al ricordo di questa ricreazione stupenda, il miglior intervallo della mia vita direi. non si può paragonare la delizia di quattro chiacchere con una docente fantastica e fine, con tutte le conversazioni sciocche coi compagni... non so come dire che adoro immensamente questa donna, non so spiegare da dove nasca questo sentimento così profondo... è seconda solo al prof di italiano nella classifica dei docenti, anzi no, è prima a parimerito.
Ed il marito poeta, che a quanto pare mi conosce bene perché la moglie gli parla sempre di me, che si gasa (parole della prof) perché io ho spulciato su internet ed ho letto poesie ed interviste, tutto il reperibile su quest'uomo. Ed io voglio un suo libro, lo voglio, lo bramo ardentemente. Adoro la prof N.! Per coccolarmi ulteriormente ho istituito un rito della buonanotte davvero stupendo: mi sono armata di ottimo dizionario italiano sul web che riporta anche i termini poetici, della divina commedia più originale possibile, che mi sa tanto che sia proprio originale (forse con minimi cambiamenti) e mi godo un canto a sera, come una caramella di zucchero che mi voglio far sciogliere pian piano. poi i vocaboli che non conosco li trascrivo su un dizionarietto personale ed è una goduria!!! è bello armarsi di santa pazienza e decifrare le parole in italiano arcaico, mi sono già appassionata alla storia. non è normale amare la divina commedia per il contenuto in sé vero? mi hanno attratta Dante e Virgilio, tenete conto che sono al secondo canto...
un bacione
minerva

martedì 9 febbraio 2010

grazie

non so come ringraziare Suysan che ha consigliato il mio blog sul suo, che è molto letto. non so come ringraziare voi, nuovi lettori approdati in questa piccola isoletta dimenticata dalla maggior parte dei blogger (tranne voi che mi seguite, come dire, ciecamente) e non posso esprimere il piacere che mi ha fatto aprire la casella e-mail alle 7:41 e trovare i vostri commenti pieni di affetto e di speranza nei confronti del mio blog, che piace. poi volevo ringraziare un altra persona, e ringraziarla non è particolarmente normale visto che mi ha ferita. ringrazio la flame che il 24 ottobre disse agli allora lettori che non era vero nulla, che in realtà vedevo e che lo si capiva parlando dei colori e del giudizio estetico. perché un flame è sempre qualcosa di formativo, per i blogger. pensavo che sarebbe arrivato, ma non dopo solo un mese di blog. non ne ho più visti, forse per il mio modo strambo in cui trattai la faccenda: non mi piaceva eliminare il commento di netto, troncando ogni minima forma, avrei fatto il gioco di questa persona, spiegandoglielo forse si convinceva. penso sia venuto a tanti, che capitano nel blog di una persona andicappata (ma si scrive handicappata con o senza h?) o comunque con una storia travagliata alle spalle, se diceva o meno il ffalso. dopo una decina di botta e risposta, noi due finimmo in non dico buoni rapporti, ma indifferenza. dopo questi dieci commenti li eliminai, perché non avevo voglia che altri lettori ci mettessero il becco, era una questione privata.
vi devo dare una notizia un po' triste: la prof di latino di cui parlavo nel post di mercoledì, non so se sarà la mia prof, perché c'è un numero di ore troppo basso perché mi insegni. la decisione sarà del direttore. la speranza è l'ultima a morire, però sono parecchio intristita.
il 22 febbraio mi devono estrarre un dente dal palato, in sostanza mi devono squartare il palato e poi estrarre il canino. io odio il dentista, lo odio, e per una settimana solo gelati e frappé, il che avrebbe dei vantaggi se solo fossimo in estate. in sostanza, avrò una roba chiamata ferula che dovrebbe non farmi toccare con la lingua i punti ed in teoria non dovrei parlare per due giorni. una cieca che non parla è proprio un qualcosa di fantoziano, non credete? bene bene... vorrà dire che la prof di francese non m'interroga, guardiamo il lato positivo delle cose!!!
bacio non ancora sdentato
minerva

lunedì 8 febbraio 2010

come sopravvivere nei corridoi di una scuola media se sei armata solo di un bastone bianco

ho sempre parlato tanto del computer, dei libri, del blog e della tecnologia vista da una persona cieca, ed anche dell'autonomia personale, come tagliare, farsi la doccia, vestirsi eccetra. ma non mi sono mai dilungata troppo parlando del bastone bianco. Lo uso solo all'interno della scuola, o facendo piccoli percorsi esterni sempre accompagnata da un insegnante. non ho mai parlato dei brevi percorsi nella folla all'interno delle scuole medie, perché è un argomento su cui potrei fare un post ironico oppure un post lamentoso e petulante.
scelgo la prima ipotesi, perché l'ironia mi piace assai, anche se non mi viene sempre particolarmente bene.
prima fase: il guado
lo chiamo guado il mini tratto che separa l'automobile della mamma dalle scale. guado perché molte volte è costellato da pozzanghere, oppure, dai caimani feroci, quali i ragazzini aspiranti calciatori. già, perché il bastone ed il pallone insieme non vanno propriamente d'accordo. le pallonate in testa sono state occasionali, devo dire che sono bravi a non centrarmi. comunque ho sempre un po' di timore quando c'è gente che gioca a calcio nei paraggi, perché alle elementari di pallonate ne ho beccate ed alle medie alcune volte ero a rischio di colpo alla testa. non drammatizziamo, che è meglio.
fase 2: scale e piattaforma docenti: salire le scale non è un problema, la massa di folla non è un gran ché. che poi non sono scale, bensì sei gradini. la piattaforma docenti è un passaggio rognoso, perché c'è il docente di italiano alternativo (non il mio prof) che di solito siede sulla panchina con i colleghi, ed io puntualmente a quest'uomo quasi quasi finisco in braccio una volta al mese, fortuna che qualcuno mi aiuta a scansarmi.
fase 3: entrare nella fossa dei leoni e accennare i primi passi. è sempre difficile entrare nella fossa dei leoni, conosciuta anche come scuola. perché il gorgo di allievi (nome scientifico: alunnum alunnum) è costante, e puntualmente la porta la apro a strattoni, nel senso che dparecchie volte qualcuno la chiude nel momento in cui sto per passare. anche i primi passi sono complicati. perché c'è la cella di vetro in cui sta il custode ed io cerco di aggirarla, e una o due bacheche puntualmente vacanti ed il bastone ci si infila sotto.
a questo punto è bene usare un po' di terminologia Minervesca.
caso a:
Allievo/a gentile e comprensivo: nome scientifico alunnum caritatus,il classico allievo che mi segue con gli occhi, mi da una mano quando mi inghippo coi percorsi e che mi chiede se ho bisogno d'aiuto.
caso b:
Allievo che se ne frega altamente: nome scientifico allievum scavolum per non dire altro. il classico tipo che ti chiude la porta in faccia, che non si scansa quando passo tipo turbine e che non glie ne potrebbe fregar de meno se mi investe. posso dire che non ha neanche tutti i torti...
qui i problemucci sono finiti, la via è tutta lineare.
nota bene: io non mi faccio tutte queste paranoie ogni volta che vado in classe, anzi, il percorso viene piuttosto bene e rapidamente. solo che volevo un po' sdrammatizzare e far sorridere qualcuno.
un bacione
minerva
p.s: chiunque avvistasse orrori ortografici gravi nel mio post è pregato di dirmelo

domenica 7 febbraio 2010

treno di panna (andrea de Carlo)

nel test che ho fatto ieri (Castagna, ma non hai scritto niente nell'ultimo post) ho scritto che un libro che ho scelto per il titolo era treno di panna di de Carlo. mi è piaciuto abbastanza questo romanzo, un libro scorrevole, scritto molto bene ed in maniera sorprendentemente acuta e minuziosa.
trama
Pubblicato nel 1981 da Einaudi, Treno di panna è il romanzo d’esordio di Andrea De Carlo.
E’ la storia di un ragazzo italiano, Giovanni, che si reca a Los Angeles in cerca di fortuna. Viene ospitato dagli amici Ron e Tracy che aveva conosciuto
qualche tempo prima durante una vacanza. Abitano ai piedi della freeway; è un luogo squallido dove automobili e tir sfrecciano a tutte le ore rendendo
l’aria irrespirabile. Hanno un sogno nel cassetto che è comune alla stragrande maggioranza delle persone che vivono a Los Angeles: il cinema. La convivenza
con i due si rivela presto difficile e Giovanni trova lavoro come cameriere in un ristorante italiano. Incontra Jill. Tra i due nasce una storia e dopo
pochissimo tempo va a vivere da lei. Ma non è una vera intesa la loro. Tutto scorre senza cambiamenti di rilievo, in maniera lenta e a volte estenuante.
Il desiderio di giungere ad una svolta che si accende ogni mattino si spegne alla sera così come si spegne il giorno. Smette di lavorare al ristorante
e comincia a insegnare italiano in una scuola di lingue di Beverly Hills. Qui conosce la giovane attrice, bella e di successo Marsha Mellows. Comincia
perciò a fantasticare, a immaginare di conquistarla, di poter entrare a far parte del mondo delle persone che contano.
una cosa a sfavore di de Carlo la dico e la ripeto: un suo libro può essere anche bello, due sono troppi. troppi perché sono uguali, il sogno dell'America o una convivenza forzata eccetra. è un romanzo carino, ma lento e talvolta addirittura monocorde. il protagonista non mi piace, non mi piacerà mai, ma il mondo visto dai suoi occhi è un qualcosa di molto interessanteed istruttivo. il modo in cui è descritta la gente comune poi, è sorprendente ed irreprensibile.
vi lascio presto, oggi.
un bacio
minerva

sabato 6 febbraio 2010

aiutatemi vi prego

l'ho già detto, ma ho un urgentissimo bisogno di aiuto: devo trovare via col vento in pdf, doc, txt o qualsivoglia formato perché devo farci il lavoro di italiano. per favore qualcuno mi dica dove scaricarlo!!!!!!! Non c'è nemmeno su emule.
oggi vi propongo un simpatico test sui libri, se volete potete copiarlo nel vostro blog, ma non è un premio, è una cosuccia che ho trovato su internet.
1) Quale libro stai leggendo attualmente?
memorie di una ragazza perbene della Beauvoir.
2) Perchè hai scelto questo libro?
su consiglio della nonna.
3) Ti piace farti consigliare libri dagli amici?
dipende, se so che quella persona ha dei gusti simili ai miei.
4) Lo scaffale che visiti per primo in libreria?
i classici, ma anche i romanzi contemporanei, non troba troppo sentimentale.
5) Il tuo libro preferito?
non saprei... fra quelli che ho letto di recente di sicuro via col vento (che voglio trovare in txt vi prego).
6) Quello più brutto?
tre metri sopra il cielo.
7) L'ultimo libro che hai letto?
mille splendidi soli.
8) Quello che aspetta sullo scaffale da anni?
delitto e castigo ed il signore degli anelli.
9) Quello che rileggeresti?
adesso mi tufferei volentieri tra le pagine di cime tempestose, ma devo avere tempo.
10) Quello che non hai compreso?
mhm la solitudine dei numeri primi, non ho compreso il successo del romanzo
11) Quello che hai lasciato a metà senza rimpianti?
l'eleganza del riccio e i love schopping.
12) Quello che hai lasciato a metà a malincuore?
direi senza indugio vita della Mazzucco... era stupendo, ma non riuscivo a finirlo.
13) Tre libri che vorresti leggere in futuro.
-delitto e castigo, che quando avrò il coraggio di prenderlo in mano dovete festeggiarmi.
- tutta la saga della sfera del buio di stephen King (dopo aver letto It sto provando gusto negli horror)
-casa di bambola
14) Tre autori che ti piacciono.
- le sorelle bronte (sono tre ma valgono per una)
-J.K rowling
-stefano Benni
15) Tre personaggi letterari tra i tuoi preferiti
- il mio amato capitano Battler di via col vento
-Saltatempo di Stefano Benni (un capolavoro il libro ed un personaggio eccelso il protagonista)
-Jane eyre
16) Tre libri che non avresti voluto leggere
i libri di Moccia (me la sono cercata)
l'eleganza del riccio
-il diario di Brigget Jones
17) Tre autori che non ti piacciono.
- Federico Moccia
-Stephenie Meyer (però non mi pento di averla letta=
-Jane Austen
18) Tre personaggi letterari che detesti
-Enrico del libro cuore (si chiamava Enrico vero?)
-Edward Cullen
-Nuria Monfort dell'ombra del vento (adesso non mi ricordo bene come si scriva)

racconto preferito?
Priscilla Mappel ed il delitto della IIC di Benni.
20) Il libro della tua infanzia?
harry potter e piccole donne.
21 il primo libro da adulto? il diario di Anna Frank se lo si considera da adulto.
22) Un libro che hai comprato solo perchè ti piaceva il titolo?
Treno di panna di De Carlo.
23) Un libro che hai comprato perchè ti piaceva la copertina?
non ci vedo, quindi è irrilevante.

24) Classici o Moderni?
entrambi, con una prevalenza verso i classici.
25) Ottocento o Novecento?
Come sopra
26) Il più bel film tratto da un libro?
La verità è che tutti si rivelano un'incredibile delusione..
27) Il primo libro che ti viene in mente?
pane e tempesta di Benni.
28) Il tuo genere preferito?
Classico/romanzo

Ecco, ho fatto anche questo piccolo test.
per favore, aiutatemi con via col vento!!!!! va bene qualsiasi formato, basta che non sia audio!!!!
bacione
minerva

venerdì 5 febbraio 2010

momenti poetici ed attacchi contro twilight

Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca.
Senti: una zana dondola pian piano,
un bimbo piange, il piccol dito in bocca;
canta una vecchia, il mento sulla mano.
La vecchia canta: intorno al tuo lettino
c'è rose e gigli, tutto un bel giardino.
Nel bel giardino il bimbo s'addormenta.
La neve fiocca lenta, lenta, lenta.
(Giovanni Pascoli
questa è una poesiola che piace tanto al mio prof di italiano, e che ogni volta che nevica prova a recitarmi, ma ogni volta si scorda un qualche verso.
nevica a iosa, per usare un espressione cara alla mia prof di geografia. E per la prima volta mi posso godere questa neve febbraiesca, perché a dicembre ero troppo ansiosa visto che dovevo andare al concerto della Pausini.
Ma questa coltre candida che ammanta tutto è davvero una squisitezza,tutto è addormentato. la neve mi piace perché fiocca ritmicamente, perché sembra avvilupparti in una morbida coperta spessa e impermeabile ai gas esterni. spero che questa sia una bella nevicata, perché non resisterei al piacere dei fiocchi sulla lana della cuffia. Ed oggi, sempre questo prof di italiano (se ve lo rendo odioso fatemelo sapere) mi ha presa in giro dicendo che sembravo un inglese che portava a passeggio il cagnolino, bardata in quel modo.
ho un attacco poetico, e come dice Benni, quando si ha un attacco poetico bisogna mangiarci su. io infatti dopo aver azzannato una penna a scuola ho divorato un cannoncino che non è molto ino alla crema, e non toccavo dolci da qualche giorno.
veniamo al secondo motivo del mio post: Harry Potter e Twilight. il primo è il libro che ha fatto la mia infanzia e ancora oggi adoro rileggerlo, il secondo è un qualcosa che mi piacque, ma che ora mi entusiasma ben poco. Sono un'ammiratrice sfrenata di Harry potter, perché mi piace come la Rowling abbia usato nomi, creature e luoghi della mitologia greca, a me tanto cara, per costruire i suoi romanzi. E twilight? beh, non posso dire che non mi siano piaciuti i primi due romanzi: anzi, il primo lo lessi a marzo ed il secondo a luglio perché lo avevo accantonato, ma mi innamorai di Bella e di Rosalie, mentre i protagonisti maschili mi restarono indifferenti. poi lessi Eclipse, e mi entusiasmò meno, perché lo reputavo monocorde e noioso. Ed infine, prima dell'inizio della scuola, aprii Breaking Dawn e non riuscii a finirlo. non ce la feci, fui sopraffatta dal sonno per due notti consecutive e durante il giorno non leggevo mezza sillaba. mi ero stancata di Bella, Jacob e soprattutto di Edward, che odio con tutto il cuore, se non per il suo sorriso sbilenco. La cosa che però mi diede alla testa fu un intervista alla scrittrice di fine agosto in cui eclissò completamente Cime tempestose (che è uno dei miei romanzi preferiti) e lo definì banale, perché disse che i protagonisti potevano vivere l'uno senza l'altro. Ragazzi, parliamoci chiaro: quando Eddino crede che Bellina sia morta vuole morire, senza curarsi minimamente dei suoi fratelli che lo adorano e quando Bellina crede che Eddino l'ha lasciata vuole morire, anche qua senza pensare minimamente al padre meraviglioso che si ritrova. L'amore è cieco, è vero.
ma Twilight e New Moon restano due romanzi carini assai, gli altri due non mi piacciono, ma non mi piaceranno mai a meno che io diventi una teenajer, o come cavolo si scrive, fan dei vampiri e di 3msc. Ma harry potter è comunque un capolavoro che supera i vampiri di gran lunga, sono sette libri che una scrittrice piuttosto portata ha dato alla luce. parliamoci di nuovo chiaro, Harry Potter non lo paragonerei mai a cime tempestose o la casa degli spiriti, ma è comunque un ottimo romanzo.
un bacione nevischioso
minerva

giovedì 4 febbraio 2010

yesterday

a musica stiamo suonando Yesterday dei Beatles. È bella, non c'è che dire, la melodia è davvero stupenda, il testo resta per me un enigma, perché sono un analfabeta in fatto d'inglese. qualcuno avrebbe una traduzione?
a me non piace la musica non italiana, non perché mi abbia fatto qualche cosa, ma più che altro perché resta criptica, per una che non comprende una sillaba d'inglese, a parte i nomi degli scrittori classici o dei personaggi come l'adorabile capitano Battler di "Via col vento", un personaggio di cui la sottoscritta si è letteralmente invaghita. comunque, digrssioni inutili a parte, ho linkato la canzone sul titolo del mio post.
un bacione
minerva

mercoledì 3 febbraio 2010

di notizie piacevoli e riflessioni notturne

iniziamo dal principio, come è sempre bene fare. quindi, è il caso di partire dalla riflessione delle 6:42 del mattino. no, la riflessione è avvenuta prima, nel livello fra il sonno e la veglia che alle ore non ben indefinite della notte i ha fata emergere dal confortevole nido di Morfeo. adesso la pianto di essre contorta, promesso e lo dico per voi, malcapitati lettori del blog. alle 6.42 di stamane ho solo messo bene a punto questa riflessione nel mio cervellino. dicevo che il mio grande ragionamento filosofico è stato quest: un blog è come una gravidanza, senza parto però. i primi mesi sono un agonia, nessun lettore, non si sa mai se abortire o no, perché sono stata tentata non so quante volte di premere kank e di cestinare questo diario. poi il bimbo cresce arricchendosi di nuovi lettori, e si sviluppa di continuo. un blog è una gravidanza infinita, insomma.
vabbé, adesso passo alla notizia splendida che ho ricevuto oggi a scuola.
allora, diciamo che vista la fine del quadrimestre sono totalmente tranquilla e pensavo molto alle mie prof o a Castagna, e me la vedevo benissimo, con le chiome di susina sciolte sulle spalle, parole sue. E per certi versi le sono simile, con il mio covone di paglia ambulante che è la mia testolina, che camminavo rilassata e gongolante per i bei voti per i corridoi della scuola media.ed oggi, durante le ore di tedesco, l'Angelo (la mia insegnante di sostegno) mi ha comunicato la buona novella: ho la prof N. a latino l'anno prossimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! non sono il tipo che mette più di tre punti esclamativi per frase, ma stavolta ci volevano. ci volevano, perché questa prof è una persona meravigliosa, se sto al racconto del mio prof di italiano. la prof N. ha una cultura linguistica infinita e sempre il prof di italiano la definisce il suo faro. la prof non va in pensione per due anni per insegnare alla sottoscritta!! ed ho fatto un salto alto un metro e mezzo quando l'ho saputo!!!!
ora devo andare a teatro
un bacione
minerva

martedì 2 febbraio 2010

altra giornata positiva... oddio, cosa succederà domani?

non è possibile. non è normale che io abbia avuto due giorni, 48 ore, 2880 minuti eccetra completamente positivi. vabbé, a parte il grigiume del cielo febbraiesco, devo dire di essere contenta. perché? perché oggi ci hanno dato i giudizi e sono non dico ottimi, ma quasi. i punti critici sono l'emotività e la precisione, devo lavorarci sopra. ma i giudizi più gratificanti sono stati quelli di tedesco, italiano, storia e geografia. anche musica era stupendo, ma le altre materie sono quelle in cui mi sono impegnata veramente. sentirmi dire dal prof di musica che le mie nozioni culturali sono la base delle lezioni, che ne vorrebbe avere mille di allieve come me e che sono praticamente una delle sue migliori allieve (questo non c'era scritto, ma me lo aveva detto) è stato gratificante. e non lo dico per snobbismo, ma per me andare a scuola è importante, più dell'amicizia quasi. ho detto quasi, non guardatemi male.
perché studiare mi piace, nonostante tutto. non dico che mantenere questa media non mi costi fatica, sarei disonesta e non voglio esserlo più di quanto non sia necessario su un blog (non riferire i propri dati eccetra), ma lo faccio per me, non per i docenti o per i genitori. ci rimango male per un 7, vado in panico per un lavoro in classe. ma nonostante tutto, sono una a cui la buona volontà di studiare non è mai mancata, dovrei rilassarmi, certo. non devo abbassare la guardia e non farmi prendere dall'euforia per i bei voti, ma adesso devo rilassarmi, calmarmi e non tendermi troppo... domani forse riporto i giudizi completi.
un bacione, ora devo andae e non posso correggere il post
minerva

lunedì 1 febbraio 2010

giornata stranamente positiva direi

È da un po' di tempo che non capitava una giornata positiva. una di quelle giornate in cui sei abbastanza sereno da essere in pace con te stesso.
già, mi sono divertita. mi sembra di aver parlato delle eccelse, simpaticissime, rilassanti due ore di educazione fisica che il lunedì mattina ti risvegliano proprio perbenino. soprattutto quando la prof B. ha un'idea geniale, direi. la prof B. è una delle poche di cui parlerei male sempre e comunque. La genialata della prof è stata la seguente: avete presente la trave, quella su cui si cammina? ebbene, alla profgenio è venuta la brillante trovata di farmi andare sulla trave col bastone bianco. il bastone dovevo tenerlo in mano, per molleggiarmi e per mantenere l'equilibrio.
eppure, il momento clou è stato quando mi ha costretto a fare la Magiorette, o come si scrive. io mulinavo il povero bastone in aria, e per poco non lo davo in testa al prof P.. poi, durante il lancio del peso, ho colpito la povera L. che si è trovata in mezzo al passaggio della palla, anzi, si è trovata sulla traiettoria, e chi coglie il riferimento Dantesco è bravo a capire la mia mente contorta. poi, ho passato un intervallo con un amica e mi sono divertita, per una volta. C. mi piace, per il suo essere logorroico e non tenerti perennemente il muso per ogni cavolata e la sua imbranataggine in ogni tipo di attività fisica, che bello non essere l'unica goffa e sgraziata!!!
poi il prof C. ci ha letto i giudizi del quadrimestre (il prof C. è il mio adorato prof di italiano), ed ha detto che ho una ricchezza lessicale imbarazzante (se lo dice lui) e ho raggiunto l'appagamento personale (se è il mio o il suo non mi è chiaro), comunque non sono queste le testuali parole del giudizio.
devo controllare l'oroscopo di oggi, perché il sagittario ha una stella particolarmente positiva oggi.
un bacione
minerva