giovedì 28 aprile 2011

crisi mistica

Ciao!
Oggi, controllando la posta elettronica, leggo una mail del sito di audiolibri a cui attingo da sempre (riservato solo ai non vedenti, purtroppo).
Incuriosita, perché queste mail non arrivano mai, apro.
e cosa leggo?
Il servizio sarà in manutenzione dal tre al quindici maggio, se non oltre di conseguenza non sarà possibile scaricare libri per questa durata di tempo.
Ok, una persona che i libri li compra o li prende dalla biblioteca non può capire.
Ma io, che scarico almeno un audiolibro al giorno (quando e se lo leggo è un altro paio di maniche, eh) sono piombata nello sconforto più totale.
Perché per dodici giorni non avere un libro da leggere è angosciante.
Tre o quattro anni fa, la connessione internet in hotel era meno diffusa di quanto lo sia ora.
Io che lettrice compulsiva lo sono sempre stata, scaricavo anche venti libri per cullarmi nel senso di sicurezza di avere letture sufficienti per affrontare le vacanze. Allora ho pensato che anche in questo caso potevo prevenire il danno prima.
Consulto la lista dei titoli su cui avevo da tempo fatto un pensierino e li cerco sul sito. Nulla.
Allora cerco disperata qualche nuovo romanzo reso disponibile in formato audio scritto da quella che sta diventando la mia personalissima créme di scrittori: Camilleri, la Allende, Benni, Torey Hayden, Marquez, la de Beauvoir. Niente di nuovo sul fronte audiolibri.
Allora chiedo a voi, lettori/trici.

"che libri mi consigliate di scaricare?"
Solo una cosa: no, non ho la testa di affrontare un classico et similia. Nonostante non sia piena di verifiche ed interrogazioni (lo sarò fra poco, non disperate) non ho la forza morale e cerebrale per riuscire a leggere qualcosa di molto impegnativo (nota bene: ho scaricato il seguito del "diario di Bridget Jones), sapendo in partenza che sarà un libro idiota come il precedente: cosa non può fare la disperazione?).
Accetto qualsiasi consiglio. Però non vi prometto niente.
Sapete che se fosse per me leggerei tutto. Ma purtroppo la quantità di audiolibri disponibile è comunque piuttosto limitata e scusatemi se a volte non leggo i romanzi suggeriti, ma è una questione di forza maggiore.
Poi vi farò sapere cos'ho scaricato e cosa no!
Baci
Minerva

martedì 26 aprile 2011

mezzo ossimoro

Avete presente l'ossimoro? Quella che, fra le figure retoriche, mette in contrapposizione due elementi (freddo bruciante, silenzio assordante, ...).
Amsterdam è un ossimoro. Forse sarebbe più corretto dire un mezzo ossimoro, ma tant'è.
Quello che mi rimarrà della "venezia del nord" è un'impressione incompleta, piena di contraddizioni non tutte bellissime.
Amsterdam di negativo ha il quartiere a luci rosse e soprattutto la posizione del quartiere a luci rosse.
Il centro storico, che teoricamente dovrebbe essere la zona più bella di una città, in questo caso è sciatto, sporco. è pieno di fast food di ogni tipo (soprattutto etnici) e di negozi in cui si vendono sostanze d'ogni tipo dall'erba all'ashish.
E poi queste "donnine in vetrina", oltre ad essere squallide, rendono impopolare il quartiere. è pieno di gente ubriaca ed assetata di donne.
In origine, il quartiere a luci rosse era situato dietro al porto perché i marinai potessero soddisfare i loro bisogni primari. solo che ora il vecchio porto non è più attivo, e resta questo "quartiere letamaio". Il problema secondo me, come ho già scritto sopra, è l'ubicare un posto così in un centro storico. Di solito, nelle metropoli, questi posti si trovano nelle periferie, vicine ai centri sociali.

Però di Amsterdam mi resteranno tante impressioni tutt'altro che negative, anzi.
Il bellissimo quartiere residenziale, pieno di piccoli negozietti e di case ottocentesche, che costeggiato con il battello offre degli scorci mozzafiato e che i miei hanno cercato di descrivermi a dovere. (penso che per avere una descrizione completamente esaustiva di una città dovrei girare con uno di quegli scrittori che dedicano pagine e pagine per parlare di un ambiente)
Penso, ad Amsterdam, di aver assistito alla più bella messa di Pasqua della mia vita. Siamo finiti in una chiesa casualmente cattolica. Ovviamente la funzione era in olandese, ma l'atmosfera di fede genuina e di speranza si respirava per davvero. Era una messa cantata, con un coro ed un'orchestra letteralmente suggestivi. Per una volta, nessuna traduzione in più lingue (a Venezia la messa di Pasqua era in inglese, fate un po' voi). Poi era molto bello il fatto che nonostante la fede cattolica di quella chiesa, c'era letteralmente gente di ogni etnia e non solo turisti: africani, sudamericani e gente proveniente dall'estremo oriente. Sembrava che, nonostante i credi diversi, erano lì per festeggiare la Pasqua.
Di bellissimo ad Amsterdam ci sono i parchi. Lo zoo, Artis, merita già una visita per l'atmosfera rilassata e splendida di cui si può godere.
Un verde che lo senti anche se non lo vedi, un profumo di fiori che inebria e che stordisce al contempo. E poi tutti quegli animali, che come ho già scritto sembrano star bene. Anche allo zoo le varie etnie (zoologiche) si mischiano alla perfezione, come in tutta Amsterdam. è bellissimo vedere le paperelle nostrane vicino alle cicogne dell'Africa, come se l'essenza di Amsterdam fosse racchiusa in dei recinti.
E poi i fiori. Tulipani, serenelle, glicine. C'è una quantità di fiori ad Amsterdam che sorprende parecchio.
Persino all'Aeroporto vendevano i bulbi di tulipano, come se si volesse fornire un "ultimo ricordo" della città.
Parliamone, dell'aeroporto. A parte il fatto che, come ho già scritto, è moderno e pulitissimo, sembra di stare dentro ad uno di quei posti da film.
è l'unico posto in cui davanti all'entrata ci siano i tavolini in cui la gente possa sorbire caffè, tè e pasticcini vari senza fretta e senza sentirsi in un luogo squallido.
Gli olandesi sono un popolo strano. Sono molto gentili ed affabili, certo, ma la formalità che è propria in Italia non la trovi. Non che sia un concetto sbagliato, intendiamoci. Ma vedere in uno dei ristoranti più famosi di Amsterdam gente che mangia in pantaloncini e t-shirt e donne che ci manca poco siano in copricostume è un po' squallido.
Le impressioni di Amsterdam, sono ambigue. Ditemi voi che ne pensate, perché io un'idea non me la sono ancora fatta.
Baci
Minerva
ps: ieri in un atto di follia ho iniziato a leggere Dracula. Alla ventesima pagina già avevo i brividi di terrore, ho lasciato perdere.
ps2: Per Margherita. Sì, mio fratello non vede nemmeno lui.

sabato 23 aprile 2011

amsterdam: parte prima

Ciao!
Siccome non ho il tempo e tantomeno la voglia di scrivere (o meglio riscrivere) di nuovo il resoconto della mia prima giornata olandese, riporto una mail scritta or ora alla Nonnacastana su Amsterdam (così posso anche confermare che no, non sono logorroica solo su blogger).
ecco a voi la mail:
ciao!
Ed eccoci finalmente nella "venezia del nord".
Anche se questo nome non si addice affatto ad Amsterdam, secondo me. Amsterdam e Venezia hanno in comune solo i canali ed il fatto di essere state, in passato (ed Amsterdam anche ora), città-scambio di merci e in cui mercanteggiare era propizio.
Ma vabbé, dopo capirete cosa intendo.
Siamo arrivati dopo mille peripezie. Il volo, come vi abbiamo avvisato, non è partito per un bel po'. Eravamo sull'aereo e ci siamo restati per circa un'ora finché non siamo potuti decollare.
Vostro nipote ne ha approfittato per parlare a ruota libera da solo, perché papà non lo stava ad ascoltare.
l'aeroporto ad Amsterdam è una meraviglia: ampio, pulito, tutto in vetro ed acciaio. Altro che Malpensa!
In taxi abbiamo avuto i primi sprazzi di Amsterdam. Il nostro albergo è abbastanza vicino alla stazione, e non molto lontano dal famigerato quartiere a luci rosse.
I miei ci sono andati prima di cena, ed hanno detto che non ci avrebbero portato perché per due non vedenti è impensabile girare. Ecco, un cieco non potrebbe mai vivere ad Amsterdam. Le biciclette (quasi una per abitante) sono velocissime ed imprevedibili. Chiaramente con la guida dei miei siamo rimasti incolumi, ma mi chiedo cosa faccia un non vedente ad Amsterdam (specie se armato solo di bastone e non di cane guida).
Abbiamo cenato in albergo: insalata di aragoste e capesante, agnello e poi bavarese (io non l'ho toccata, non mi piaceva per niente).
Stamattina, dopo una colazione variata (ho avuto il coraggio di provare le aringhe alle otto del mattino). Poi per la gioia di Fratellino siamo andati allo zoo di Amsterdam che definire zoo è veramente un qualcosa di riduttivo. è, ancor prima che un posto in cui si rimirano gli animali, un parco meraviglioso. Magari la mamma vi manderà o vi ha giàmandato delle foto, ma è pieno di tulipani giganti. C'è una fauna variatissima e soprattutto non ha l'aria di essere spelacchiata ed afflitta, come tanti animali chiusi in uno zoo. Abbiamo assistito alla versione "incazzata" di un avvoltoio, è mediamente terrificante il verso che fa. LSono anche riuscita a registrare il richiamo di un volatile ignoto (gli altri fotografano, io registro).
Dopo un giro molto lungo, abbiamo mangiato in un ristorantino nei pressi dello zoo. Io personalmente ripiego sul dolce, quando non posso sapere come mangerò un pasto caldo. perciò ho preso delle crêpes giganti abbastanza tipiche.
Dopo siamo andati in quella che è l'equivalente di Monte Napoleone a Milano. Una via lussuosa, in cui i più alti nomi della moda si fanno concorrenza l'un l'altro.
Dopo abbiamo dato una rapida occhiata a Vondelpark, alias la versione di Central park olandese che ovviamente è moooooooooooooooooolto più ridotta. Non ci siamo fermati molto, però. Dopo un pezzo di torta al cioccolato volevamo andare a vedere il museo di Vangog (l'ho visto scritto in tutti i modi, non ho ancora capito quale sia la versione corretta), ma c'era una coda allucinante.
Ora la mamma dorme nell'altra camera, papà invece è andato a dare un'occhiata ad alcuni negozi.
Qui la gente è gentilissima, davvero. non sono molto raffinati, ma gentilissimi sì.
E poi veramente sembrano infischiarsene delle norme igeniche: abbiamo visto una mamma portare dei bambini al gabinetto. Questi bimbi erano a piedi nudi.
Ok, è disgustoso e fa abbastanza ribrezzo.
Comunque la mia impressione di Amsterdam è tutt'altro che negativa. è una città rilassata ed al contempo moderna e mi piace essenzialmente perché piena di verde, di fiori e di parchi che sono vere e proprie isole di tranquillità.
Stasera cena in un tipico ristorante. Domani vedremo di andare a messa per Pasqua e di fare un bel giro in barca per i canali, poi si vedrà!
Spero di aver fatto un racconto abbastanza esauriente e dettagliato e scusate per gli orrori di battitura.
Baci
Minerva

giovedì 21 aprile 2011

Domani partiremo alla volta di Amsterdam.
Sono contenta, l'ho già detto. Contenta di questi quattro giorni fuori dal contesto in cui vivo, contenta di aprirmi ad una cultura nuova e contenta di carpire la bellezza di nuove culture, nuove città, nuova gente.
il mio oroscopo diceva che il sagittario, avrebbe dovuto viaggiare, partire alla volta di qualche meta interessante.
E così faccio e così avrei fatto anche se l'astrologia mi avesse detto il contrario.
Ho preso una quantità di libri che sembra essere fatta su misura per me. La Allende, un libro su Amsterdam (Pepe quello che mi hai consigliato tu era introvabile sia come ebook sia come audiolibro, quindi niente da fare) e mezzo repertorio su Montalbano da rileggere. Io amo il commissario siciliano, l'ho già detto vero?
Penso di poter postare da Amsterdam, sul sito dell'albergo dicevano che la connessione ci sarebbe stata.
Quindi gli scorci olandesi ci saranno in diretta, come ogni volta che viaggio.
è Pasqua, finalmente. Sono legata a questa festa da un vincolo strettissimo.
Quando ancora i nonni vivevano in un paesino (e non in una campagna che ha un panorama mozzafiato, ma che non ha niente intorno se non campi e ancora campi) le uova nascoste erano tante.
Mio nonno, che di giocherellone aveva ben poco, era però molto legato alla tradizionale "caccia all'uovo". La nonna aveva adottato un sistema per farmi scoprire dove fossero le leccornie. Siccome non vedevo, era più che altro un gioco di decriptaggio di piccoli indizi più che la ricerca di un uovo di cioccolata.
Ero l'unica bambina, in quasi tutto il paesino. Ed ai tempi, avevo una parlantina che mi rendeva simpaticissima agli occhi di tutti.
Perciò sfilava una processione di casalinghe che mi portavano uova e paperelle in cioccolata rigorosamente fondente!
Benedico sempre la mia buona memoria, che mi ha permesso di custodire una quantità di ricordi abbastanza elevata fin da piccola. Ora ho imparato a mettere tutto per iscritto, per rischiare di non dimenticare nulla.
Spero di raccontare il più possibile di questa Amsterdam, che sarà la mia Amsterdam.
Perché ogni persona percepisce un posto a modo suo, ed è sempre bello vederlo sia con i propri occhi sia con quelli altrui.
Domani pomeriggio, visto che arriveremo verso le quattro, penso semplicemente di passeggiare per i canali vicini all'albergo.
è bello camminare per percepire una città. Penso che il girare per le strade senza una meta definita sia l'unico modo per carpirne l'essenza, il sapore.
Quindi non vi faccio gli auguri di buona Pasqua, non ancora.
Baci
Minerva

domenica 17 aprile 2011

vacanza perfetta

Venerdì partiamo e torniamo lunedì.
Partiamo per Amsterdam e sembra tutto così bello.
Mi piace la città, da quello che ho letto sembra molto verde.
Mia madre potrà sfogare il suo amore per i tulipani (c'è stato un periodo in cui ne avevamo sparsi per tutta la casa) ed io potrò girare assaporando ogni profumo, ogni pezzo di cibo messo in bocca.
Ecco. Il non poter vedere una città, oppure il panorama, è uno dei pochi rimpianti che mi causa il non vedere.
Perché sì, ci sono le descrizioni. Ma non è la stessa cosa, nemmmeno certe descrizioni dei libri possono compensare il non vedere qualcosa.
L'unico modo con cui percepire una città è semplice per qualcuno che non la vede è il cibo. Prima delle voci, prima degli odori.
Il cibo è diventato uno strumento fondamentale quando viaggio.
Perché da quel che si mangia, oltre alle abitudini di un determinato posto, si può carpire molto del carattere delle persone e l'essenza stessa di una città.
Solo a san Pietroburgo ho mangiato da schifo e la città era molto bella!
Ma san Pietroburgo è san Pietroburgo, e se non mangi caviale et similia per i turisti mi sa che mangiare bene diventa impossibile.
Ma Amsterdam mi piace molto. ho letto vari articoli, vari diari di viaggio e altro.
Stavo cercando un romanzo che è ambientato ad Amsterdam, ma non ho trovato niente.
Accettasi suggerimenti, sono naturalmente graditi!
Sono felice di partire. Voglio staccare la spina, e immergersi in un'altra cultura ed in un'altra città è il migliore dei modi per farlo. Nuovi profumi, nuovi accenti, nuovi sapori.
Amsterdam mi sa tanto di crocevia di culture, come Istanbul. Solo che Istanbul lo è per la posizione strategica, Amsterdam per l'abilità dei commercianti olandesi.
E poi c'è anche il fatto che per una volta parto senza pensieri scolastici.
Ho preso tutti bei voti ultimamente. Niente da recuperare, se non contiamo la settimana che ho perso malata, ma ho praticamente fatto tutto.
Si prospetta davvero come una breve vacanza perfetta.
Per una volta anche Fratellino è contento di partire, contento di andare allo zoo di Amsterdam che è uno dei pochi in cui gli animali si possono toccare e non solo guardare.
Speriamo sia una parentesi di tranquillità, felicità domestica e arricchimento culturale!
dopo questo breve delirio vi saluto!

venerdì 8 aprile 2011

uomini persi

anche chi dorme in un angolo pulcioso
coperto dai giornali le mani a cuscino,
ha avuto un letto bianco da scalare
e un filo
di luce accesa dalla stanza accanto,
due piedi svelti e ballerini
a dare calci al mare
nell' ultima estate da bambino,
piccole giostre con tanta luce
e poca gente e un giro soltanto.
anche questi altri
strangolati da cravatte
che dentro la ventiquattrore
portano la guerra,
sono tornati
con la cartella in braccio al vento
che spazza via le foglie
del primo giorno di scuola,
raggi di sole che allungavano i colori
sugli ultimi giochi
tra i montarozzi di terra
e al davanzale di una casa
senza balconi, due dita a pistola.
anche quei pazzi
che hanno sparato alle persone
bucandole come biglietti da annullare,
hanno pensato che i morti li coprissero
perche' non prendessero freddo
e il sonno fosse lieve,
hanno guardato l' aereoplano
e poi l' imboccano e son rimasti cosi'
senza inghiottire e ne' sputare,
su una stradina e quattro case
in una palla di vetro
che a girarla viene giu' la neve.
anche questi cristi,
caduti giu' senza nome e senza croci,
son stati marinai dietro gli occhiali
storti e tristi
sulle barchette




coi gusci delle noci
e dove sono i giorni di domani,
le caramelle ciucciate nelle mani
di tutti gli uomini persi dal mondo,
di tutti i cuori dispersi nel mondo.
quelli che comprano la vita degli altri
vendendogli bustine
e la peggiore delle vite,
hanno scambiato figurine e segreti
con uno piu' grande,
ma prima doveva giurare,
teste crollate nel sedile di dietro
sulle vie lunghe e clacksonanti
del ritorno dalle gite
e un po' di febbre nei capelli
ed una maglia che non vuole passare.
e i disperati che seminano bombe
tra poveri corpi
come fossero vuoti a perdere
come se fossero pupazzi,
seduti sui calcagni hanrovesciato sassi
e un mondo di formiche che scappava,
le voci aspre delle madri
che li chiamavano
sotto un quadrato di stelle,
dentro i cortili dei palazzi
e la famiglia a comprare
il cappotto nuovo
e tutti intorno a dire come gli stava.
anche questi occhi,
fame di nascere per morir di fame,
si son passati un dito di saliva
sui ginocchi
e tutti dietro a un pallone
in uno sciame
leggeri come stracci
e dove fanno a botte,
dov'e' un papa' che caccia via la notte
di tutti gli uomini persi dal mondo,
di tutti i cuori dispersi nel mondo.
(Claudio Baglioni)



Non so voi, ma io non ho parole.

domenica 3 aprile 2011

Mi sto imponendo di scrivere con la forza.
è controproducente, ne sono conscia.
Ma mi dispiacerebbe rileggere il mio blog e non trovarvi niente di questi mesi.
Ho smesso di scrivere di colpo.
La scusa era il pc bloccato. Ma chissà perché quando il pc è tornato non ho più ripreso.
Forse lo scrivere un blog è qualcosa che richiede una specie di allenamento, forse dovrei buttar giù una serie di pensieri, perché quelli sono l'unica cosa che non manca mai.
Eppure c'è una pudica vergogna che mi impedisce di scrivere qualunque cosa.
Ieri è stato l'anniversario della morte del papa.Mi sembra impossibile siano già passati sei anni, sei lunghissimi anni.
Mi ricordo come se fosse ieri quel giorno.
C'era la Nonnacastana, era passata da poco la pasqua che quell'anno era caduta molto presto.
Guardavamo un film tutti insieme, qualcosa su Cleopatra e su Asterix, anche se non posso esserne sicura al cento per cento perché mia madre non è il tipo che si ricorda queste cose e quindi non mi può aiutare.
Poi sullo schermo comparve la scritta:
"Il papa è morto."
Quattro parole che penso abbiano fatto male a tante, troppe persone.
La domenica in televisione si vedevano solo messe in tutte le lingue e concerti di musica classica indetti in suo onore.
Poi lo scompiglio di quei giorni: il rieleggere il nuovo papa, l'antipatia che i miei genitori nutrivano per lui.
Allora ero una bambina estremamente devota a tutto quello che era religione. Mi attraeva il lato letterario della cosa: leggevo alcuni passi della bibbia come se fossero avventure di Salgari e le preghiere io le recitavo con tanta passione, come se stessi interpretando la più romantica delle poesie.
è sempre stata nella mia indole, questa cosa di rigirare le parole a mio piacimento.
Ieri ho continuato a pensare a quel giorno di aprile. Non tanto perché io ora sia una persona estremamente pia e devota, ma perché ricordo nitidamente quanto quel giorno fui devastata.
Anche il papa moriva. Il papa, che era la persona più vicina a Dio.
Il passaggio dall'infanzia all'età adulta è segnato da tanti piccoli cambiamenti impercettibili di cui forse ci si rende conto solo in seguito.
Quello è stato il giorno per la prima volta ho dubitato di tutto quello che mi era stato insegnato dalla maestra di religione.
Poi beh, crescendo ho avuto modo di leggere, scrivere, parlare e pensare con la mia testa e non con quella altrui.
Ma quel 2 aprile 2005 da piccola mi sconvolse parecchio.
E per me il 2 aprile, qualsiasi cosa accada, resta sempre un giorno strano.
Ieri è stato uno dei soliti sabati passati qua a casa.
Ho studiato tutta la mattina e parte del pomeriggio. Poi ho letto, la sera ho finito il libro che avevo iniziato nel pomeriggio.
Eppure la voce di mia nonna che leggeva:
"Il papa è morto" mi è rimasta sempre in mente, stampata come una specie di richiamo.
Ecco. Questo doveva essere un post completamente diverso da quello che è stato. Doveva essere una cronaca quotidiana scontata e monotona ed invece è stata una nebulosa riflessione.
Ma io sono fatta così.
Baci
Minerva
ps: Il mo computer lo manderò presto a fare una passeggiatina dal tecnico. spero mi ripari quel guasto che mi impedisce di leggervi!